Rassegna storica del Risorgimento

ALBANIA RELAZIONI CON TRIESTE 1900-1914; TRIESTE RELAZIONI CON
anno <1979>   pagina <173>
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Trieste e la nazione albanese
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segnandole poi ai destinatari. Non si poteva invece provare la complicità di Schiesi nell'operazione, malgrado l'amicizia che lo univa al compatriota di Trieste, Dalle indagini effettuate risultava inoltre un raffreddamento dei rap­porti mantenuti da Nikola Schiesi, come già suo fratello Andrea, con il preten­dente Juan de Aladro, personaggio ormai generalmente screditato specie per ef­fetto della campagna mossagli contro da Nikola Ivanay.28*
Ripresa nel corso del 1912 la rivolta in varia misura in tutto il paese, gli insorti albanesi ottenevano significativi successi militari, culminati in agosto con l'occupazione di Uskub (Skoplje). Nella ricerca di appoggi all'estero alla causa nazionale, notabili cristiani e musulmani compivano allora missioni, per lo più singolarmente, in primo luogo presso le due potenze garanti dell'equilibrio adria­tico. In particolare sui soggiorni nel capoluogo giuliano nonché in Italia da parte di Bib Doda Prenk pascià e poi di Ismail Kemal bey, e segnatamente sui risultati degli incontri da costoro avuti, in ambienti politici e presso autorità di governo, riferiva l'8 settembre al luogotenente il direttore della polizia trie­stina. Questi era stato appena ragguagliato dallo stesso Bib Doda Prenk (della cui amicizia godeva da anni), reduce da una visita a Roma quale ospite del governo italiano. A seguito dei contatti avuti in quella capitale, Bib Doda Prenk avrebbe acconsentito a sostenere la costituzione d'un vicariato cristiano nell'Al­bania settentrionale, con un cattolico come governatore generale, secondo un progetto già elaborato nel 1880. Non si sarebbe invece mostrato incline a favo­rire l'annessione di Scutari al Montenegro, quando, al suo arrivo a Trieste, tale soluzione gli veniva sottoposta da un emissario di Cettinje, Sokol Baci, figlio del noto agitatore albanese Nikola Baci e lontano parente del più volte ricor­dato Nikola Ivanay. Bib Doda Prenk partiva quindi alla volta di Vienna.29* Minor rilievo la polizia austriaca doveva attribuire al viaggio a Roma, via Trieste, di Ismail Kemal, al quale i circoli politici italiani sembra non prestas­sero sufficiente credito.30*
Sotto l'incalzare degli avvenimenti nella madrepatria, la comunità albanese di Borgo Erizzo presso Zara31) si riuniva il 15 settembre in assemblea per assu­mere posizione in favore dei confratelli in lotta. In presenza di circa 250 per­sone, prendeva la parola per primo il giurista Pietro Vukic che, dopo un'illu­strazione della storia dell'Albania, denunciava i disegni espansionistici del Mon­tenegro ed invitava l'Austria ad aiutare la nazione skipetara. Sulla situazione culturale e sulle lotte politiche degli albanesi si soffermava pure l'insegnante elementare Paolo Gjergja. A sua volta, il presidente dell'assemblea Luca Paolo Relja avanzava la proposta di chiedere alle competenti autorità civili e religiose un cappellano albanese per Borgo Erizzo. Seguivano altri interventi, nei quali era sollevata anche la questione della creazione d'una scuola albanese (l'argo-
Di più, durante l'insurrezione scoppiata l'anno precedente, Schiesi aveva cercato di contrastare le interferenze montenegrino ed italiane, offrendosi anche di trasferire a Cat-laro alcuni capi albanesi per sottrarli all'influenza di Cettinje.
28) A5.T., Poi., atti ria., busta 368, fase. 1405, sub. 9.
* Ibidem.
3 Gli albanesi di Borgo Erizzo erano per buona parte lavorami al macello di Zara. Sulle origini di questa comunità si veda la ricca documentazione prodotta in T. EHBEH, La colonia albanese di Borgo Erizzo presso Zara, Ragusa, 1883; ulteriori notizie, riferite anche ad epoca più recente, sono fornite, tra gli altri, da C. TAGLIAVINI, Penetratone e adattamento delle voci italiane e croate nel dialetto albanese di Borgo Erizzo (Zara), estratto da Studi Albanesi, Roma, 1934.