Rassegna storica del Risorgimento
ALBANIA RELAZIONI CON TRIESTE 1900-1914; TRIESTE RELAZIONI CON
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Ennio Maserati
mento veniva lasciato cadere per non provocare dissensi con la comunità italiana di Zara). A conclusione dei lavori, l'assemblea adottava una prima risoluzione, formulata da Relja, che esprimeva solidarietà al comitato insurrezionale di Pristina. Una seconda risoluzione, stesa da Gjergja, invitava poi le grandi potenze ad intervenire presso la Sublime Porta per la concessione dell'autonomia all'Albania. Alla riunione di Borgo Erizzo sarebbe dovuta succedere un'altra analoga il 18 dello stesso mese a Trieste, per associare gli albanesi quivi residenti ai deliberati presi, ma non risulta che il progetto si fosse concretato.32
Poche settimane dopo, con lo scoppio della prima guerra balcanica e la conseguente penetrazione degli eserciti serbo, bulgaro, montenegrino e greco nella Turchia europea, Trieste diveniva punto di passaggio, rifugio ed insieme teatro d'intrighi di esponenti del movimento nazionale albanese. Nella critica situazione che questo movimento si trovava a fronteggiare, un ruolo primario competeva a Ismail Kemal, attivo particolarmente a Bucarest come coordinatore delle iniziative dei comitati nazionali all'estero, e poi a Vienna a Budapest per ottenere dal ministro degli esteri austro-nn garico, conte Berchtold, il consenso a costituire un governo provvisorio in patria. Compiuta la sua missione presso il titolare del Ballplatz, Ismail Kemal si ritrovava a Trieste con Luigj Gura-kuqi, Pandeli Cale e Don Kacorri, che, giunti direttamente dalla capitale rumena, l'attendevano per accompagnarlo in Albania, e con un altro suo stretto collaboratore, Dervish Hima; il gruppetto partiva il 19 novembre con un battello posto a disposizione da Berchtold. Il 28 di quel mese il congresso nazionale albanese riunito a Valona sotto la presidenza di Ismail Kemal proclamava l'indipendenza del paese.33)
Alcuni sostenitori di Ismail Kemal arrivavano nel capoluogo adriatico il 29 novembre esuli da Durazzo, a seguito dell'occupazione serba di quella città, dove prima di partire avevano affidato al consolato austro-ungarico la protezione delle loro famiglie; gli stessi si reimbarcavano 1*11 dicembre con meta il porto di Valona, libero dal blocco nemico. Anche il pretendente Alberto Ghika, un tempo nella simpatia di Ricciotti Garibaldi, dopo essersi trattenuto un periodo a Vienna soggiornava con una ventina di compagni a Trieste, con il comune proposito di raggiungere Valona assieme ad altri notabili albanesi, alcuni dei quali, già combattenti nelle fila montenegrino, erano riparati in Dalmazia alla notizia della proclamazione dell'indipendenza. Pare che il principe Ghika, per acquisire una posizione di rilievo nel governo provvisorio a scapito di Ismail Kemal, confidasse sull'appoggio di Bib Doda Prenk, da poco rientrato in patria da un altro viaggio a Roma.34)
Contatti con la piccola colonia albanese di Trieste venivano presi, nello stesso perìodo, dal primo ministro montenegrino Lazar Miuskovic, a capo della delegazione del suo paese in viaggio per Londra per le trattative di pace. Miusko-vi cercava il consenso di qualche influente personalità di Scutari alle aspirazioni territoriali montenegrine, al fine di rafforzare la posizione contrattuale di Cet-tinje nelle imminenti trattative. Una ricerca destinata all'insuccesso, perché difficilmente un autentico patriota, sia pure di fede cattolica, si sarebbe prestato a favorire siffatta prospettiva di separare l'alta Albania dal contesto nazionale,35)
32) A.S.T., Poi., atti ria., busta 368, fase. 1405, doc. 9540 e allegati.
Cfr. S. SKENDI, op. cit., pp. 458-461.
3*) A.S.T., Poi., atti ris., busta 368, fase. 1405, sub. 13.
35) Ibidem.