Rassegna storica del Risorgimento
ALBANIA RELAZIONI CON TRIESTE 1900-1914; TRIESTE RELAZIONI CON
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1979
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175
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Trieste e la nazione albanese 175
Gli eventi balcanici dell'inverno 1912*13 ed il conseguente prolungarsi dei lavori della conferenza londinese degli ambasciatori impegnavano gli albanesi, in patria, in un duro confronto armato, ed all'estero nel tentativo d'influenzare in loro favore governi e opinione pubblica. A tal fine, negli stessi giorni in cui sul piano militare si stringeva l'assedio su Scutari da parte delle truppe serbo-montenegrino, notabili autoctoni e rappresentanti della diaspora si davano convegno a Trieste. La scelta del capoluogo adriatico possedeva un risvolto politico ben individuabile, dal momento che gli organizzatori dell'assise affiancavano alla causa dell'indipendenza dell'Albania il rafforzamento dell'influenza asburgica sul nuovo Stato; per opposte ragioni, i delegati delle colonie albanesi d'Italia avevano, senza successo, insistito che venisse accordata preferenza ad una città del regno quale sede congressuale. Contrarietà per la scelta operata era stata anche espressa nell'ambiente rumeno sostenitore del principe Ghika. Questi propositi di strumentalizzazione del congresso, ed il fatto che vi presenziassero in gran numero elementi avulsi dalla realtà della madrepatria e d'altro canto sensibili agli interessi dei rispettivi paesi d'adozione, ne intaccavano l'autentico significato di rappresentanza nazionale. Unico delegato del governo provvisorio di Yalona, Cristo Mexi, giunto a lavori già iniziati, non prendeva del resto parte attiva alla stesura del deliberato finale.36*
Le sedute, svoltesi tra il 1 ed il 4 marzo 1913, erano affollate da circa duecento albanesi convenuti da contrade europee, dall'Egitto, dal Nordamerica; l'eterogeneità di costumi e di religioni così offerta veniva certo a costituire un elemento di colore per la città ospitante.37* Presiedeva Faik bey Konitza, uomo politico e letterato, proveniente dagli Stati Uniti e capo riconosciuto della comunità albanese ivi residente; lo affiancavano, nella conduzione dei lavori, il poeta Hi) Mosci, Dervish Hima, l'ex generale ottomano Fazil Pascià Toptani e Pandeli Evangjeli, presidente della colonia albanese di Bucarest. Dall'Italia era intervenuta una folta delegazione, guidata da Giovanni Castriota Skanderbeg, marchese d'Auletta, e composta da Giuseppe Schirò, Anselmo Lorecchio, Terenzio Tocci, Luigi Masci, Gaetano Ferrara, Giovanni Ferrara, Francesco Musacchia, Marco Cacariggi, Orazio Irianni, Francesco Chinigò, il dott. Maurea ed altri. Tra i personaggi di maggior rilievo, di varia provenienza, si notavano il principe Ghika, Nikola Ivanay, ì due sacerdoti Fan Noli, giunto da Boston, e Fotie Balamace, delegato dei cutzovalacchi, Idiz Manusci, inviato del Kosovo, Hakki bey Fioraia, rappresentante di Monastir e Florina, Filippo Craja da Scutari, Marco Ivaraqi pure da Scutari, Bajram Duklani da Giacova, il pubblicista Vaselli Diamandi da Gianina, Bulah Effendi da Struga, il banchiere Vasil Dogani, il conte Enrico Taaffe, figlio dell'ex presidente del consiglio austriaco, il barone magiaro Franz Nopsca, il dott Sciunda da Bucarest, il dott Pattajò, rumeno giunto dall'America. La colonia triestina presenziava al completo, compresi il già menzionato Giacomo Kotchi e naturalmente Stefano Zurani, agente marittimo,
-t6) Sui lavori del congresso albanese di Trieste si vedano i resoconti pubblicati dai periodici locali // Piccolo, II Piccolo della sera, L'Indipendente e II Lavoratore; i resoconti manoscritti in A.S.T., Poi., atti ris., busta 368, fase. 1405; nonché L. VERONESE, art. cit., che fa richiamo al fase. Resoconto e note del Congresso albanese di Trieste della Rivista dei Balcani; G. CESARI, Sessantanni di vita italiana 18694929, Memorie della Società Operaia Triestina, Trieste, 1929, p. 193; C. GALLI, Missione in Albania dal diano di un regio console (1913-1915), in Storia e politica internazionale, 1932, fase. IV,
pp. 726-727.
37) V. in particolare II Congresso albanese, in II Lavoratore dell'8 marzo 1913.