Rassegna storica del Risorgimento
ALBANIA RELAZIONI CON TRIESTE 1900-1914; TRIESTE RELAZIONI CON
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Ennio Maserati
principale organizzatore del congresso. Dieci delegati38) aveva inviato la comunità di Borgo Erizzo, notoriamente e ai è visto ~ fedele all'Austria, e pertanto sollecitata dalle stesse autorità imperial-regie ad una partecipazione nutrita. Seguivano i lavori numerosi giornalisti venuti per l'occasione da Parigi, dall'Italia, da Vienna e da altre città dell'interno.
Il fatto che gli albanesi residenti a Trieste fossero in buona parte partigiani di Ismail Remai e la notorietà del credito che quest'ultimo godeva presso il Ballplatz, lasciava presupporre un esito del congresso in conformità alle linee della politica estera di Vienna, tant'è vero che i mazziniani triestini, pur così sensibili alle istanze nazionali albanesi, avevano preso le distanze dal progetto, sospettandovi la non estraneità delle autorità austriache. Un'impressione rafforzata dalla distribuzione ai congressisti di un opuscolo dal titolo La questione albanese per un cittadino di Scutari, stampato allora a Trieste e nel quale si auspicava un* occupazione immediata da parte dell'Austria-Ungheria come rimedio efficace per risolvere la suddetta questione. Si trattava d'una tesi certo convertibile in argomento di dissuasione nei confronti delle ambizioni serbo-montenegrino; poco fondata, invece, nella sua previsione di un intervento isolato dell'Austria-Ungheria al di fuori di un accordo con le grandi potenze in primo luogo ed in via pregiudiziale con l'Italia j40* ma che comunque, nel-l'awalorare l'immagine di un'amministrazione asburgica garanzia della libertà nazionale e religiosa di tutti i cittadini, [...] buona ed onesta, di pace e prosperità , andava a tornaconto dell'influenza esercitata da Vienna in Albania. soprattutto nella parte settentrionale del paese.
Sotto queste sollecitazioni si svolgeva dunque nel capoluogo adriatico il congresso nazionale albanese, peraltro ricco di interventi accorati e dibattiti animati e non privo di incidenti. All'apertura dei lavori, rivolto un apprezzamento a Trieste patria intellettuale degli albanesi, città cara a tutti per l'ospitalità che accorda, e quale fattore economico ed educatore dell'Albania ,4,) due telegrammi di omaggio a testo unico venivano inviati ai ministri degli esteri austro-ungarico ed italiano, rispettivamente barone Berchtold e marchese di San Giuliano, che a loro volta rispondevano con espressioni di augurio; ai numerosi messaggi d'adesione pervenuti dalle colonie albanesi d'Italia, di Romania, d'Egitto, d'America ecc., si aggiungevano quelli personali del principe kediviale Ahmed Fuad da Londra, di Bib Doda Prenk da Milano e d'altri. Unanime plauso era rivolto dall'assemblea al governo provvisorio di Valona e, per contro, riprovazione e condanna riceveva la politica dei serbi, montenegrini e greci (le cui atrocità commesse in Albania venivano a più voci denunciate), mentre era esternata fiducia nei governi di Vienna e di Roma per una loro azione a salvaguardia dell'indipendenza albanese.
All'origine, l'ordine del giorno del convegno prevedeva la discussione di
**> Antonio, Pietro e Giuseppe Marussich, Nicolò e Giacomo Vukich, Paolo e Vladimiro Gjergja, Giacomo Kcrstich. Giuseppe Marsan e Giorgio Zupcich.
' L'opuscolo assumeva, di riflesso, un'intonazione antitaliana. particolarmente esplicita nelle sue pagine conclusive: l'Albania unita alla Monarchia sarebbe un nuovo baluardo contro l'insolente serbismo, contro la prepotenza russa, contro le ambizioni italiche e contro tutte le altre tendenze nemiche deirAustria-Ungheria (Ancus, La questione albanese per un cittadino di Scutari nel mano 1913, Trieste, 1913, u. 20).
* Cfr. M. MAZZETTI, Vitali* e la crisi albanese del marzo-maggio 1913, in Storia contemporanea, a. IV (1973), n. 2, pp. 219'262.
4I> Il congresso albanese a Trieste, in // Piccolo del 2 marzo 1913.