Rassegna storica del Risorgimento
RIVOLUZIONE RUSSA 1917; ROMEI LONGHENA GIOVANNI
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1979
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180
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180 Antonello F. M, Biagini
anno nella sede del Gran Quarticr Generale russo, suddiviso in dicci para, costì-tuisce una testimonianza non secondaria degli avvenimenti; esso merita di essere studiato anzitutto per la particolare situazione dello scrivente (ufficiale dell esercito italiano con una varia esperienza internazionale alle spalle, era stato, tra l'altro, in Turchia quale aiutante di campo del sultano Abd ul Hamid, proprio negli anni cruciali della rivoluzione dei Giovani Turchi) ma anche per alcune interessanti considerazioni in merito al problema del doppio potere instaurato contemporaneamente a Pietroburgo dal governo provvisorio e dal soviet. I giudizi sugli uomini e sugli avvenimenti, generalmente equilibrati, costituiscono una caratteristica positiva di questa relazione, in cui il Romei cercò di porre i fatti nella giusta luce e di fornire al Comando italiano una descrizione fedele dei nuovi rapporti politici e delle eventuali ripercussioni sul piano militare. Il problema della guerra è, naturalmente, al centro della prospettiva del Romei: ed anzi il suo giudizio sulla rivoluzione in corso si fa più aspro quando ne prevede le conseguenze negative sull'impegno militare russo. La Russia zarista, infatti, schierata a fianco delle potenze dell'Intesa non aveva, fino a quel momento, raccolto successi di carattere militare, se si esclude l'invasione della Galizia austriaca, nonostante la sostanziale adesione e consenso delle varie forze politiche: nella Duma, esclusi pochi deputati socialdemocratici, tutti i partiti avevano approvato la guerra.4' Sin dall'inizio della mobilitazione, tuttavia, l'apparato militare zarista aveva mostrato tutta la propria inferiorità rispetto a quello delle altre potenze e in particolare a quello tedesco contro il quale l'esercito russo veniva direttamente a scontrarsi. Le insufficienze erano notevoli; il generale Vasilij Gurko, capo dello Stato Maggiore imperiale dal novembre del 1916 al giugno del 1917, nelle sue Memorie5* ne indica alcune muovendo dalle operazioni per la mobilitazione generale decretata per la notte tra il 30 e il 31 luglio 1914; questa infatti, considerato lo sviluppo della rete ferroviaria russa inferiore dodici volte a quella della Germania, non poteva non incontrare oggettive difficoltà. Se a questo, si aggiunge che il soldato russo richiamato (considerando solo la Russia europea) doveva percorrere in media una distanza cinque volte superiore, si ha un quadro sufficientemente chiaro dell'inferiorità russa.61 Integrando poi questi dati con quelli di altri autori7* si può rilevare che le insufficienze dell'esercito russo dovevano ascriversi, oltre che alle difficoltà oggettive, all'inettitudine burocratica del ministero della Guerra ed allo stato di arretratezza dell'industria; l'unica forza dell'apparato militare zarista era nel numero.
4> WILLIAM HENHY CHAMBKRLIN, Storia della Rivoluzione Russa, Torino, Einaudi. 1941; Milano, Saggiatore, 1967 e 1972. L'edizione consultata è quella del 1972, voi. I, pp. 114-115.
' VASILIJ GURKO, Memorie detta guerra e rivoluzione russa (1914-1917), Roma. 1923, trad. it., pp. 1-21. V. Gurko fu capo di Stato Maggiore del comandante supremo dal 1916 al marzo 1917.
6> Ivi, p. 5.
7> Cfr. NICOLA GOLOVIN. The Russian Army in the World War, New Haven, 1932, pp. 32 sgg. e 127 sgg. e LEV DAVIDOVIC Tnocicu, Storia della Rivoluzione Russa, Milano, Sugar, 1964; Milano, Mondadori, 1969. L'edizione consultata è quella del 1969, voi. I, pp. 31-33. In realtà - - scriveva Trockij - - questo esercito costituiva una forza seria solo contro le popolazioni semibarbare yicini di scarsa consistenza o Stati in decomposizione; sul piano europeo poteva agire solo come parte di una coalizione e, per quanto riguarda la difesa del paese, assolveva il suo compito solo in virtù degli immensi spazi, scarsamente popolati e delle strade impraticabili , p. 32.