Rassegna storica del Risorgimento
RIVOLUZIONE RUSSA 1917; ROMEI LONGHENA GIOVANNI
anno
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1979
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pagina
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183
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Sulla rivoluzione russa del 1917 183
questa per le ricchezze la religione e il programma nazionale ebraico (eioni. uno) . Costretti per la maggior parte a studiare nelle università straniere (prevalentemente in Francia, Svizzera e Germania), rientravano in Ru8sia con-quietati dalle teorie di libertà ed aderivano in gran parte al partito socialdemo-cratico. fl vero popolo russo, scriveva ancora l'addetto militare italiano, costi-tuiva una enorme massa amorfa, ancora divisa in caste di cui l'aristocrazia ne rappresentava la prima, cementata soltanto dalla forza dell'organizzazione burocratica e poliziesca governativa:
l'abuso del potere, la venalità, erano sistemi normali e quasi pubblicamente praticati dall'amministrazione russa. Gran che differente non era la Chiesa ortodossa, emanazione diretta del governo e strumento potente di dominio. Benché profondo sia nel popolo russo il senti, mento religioso, pure radicata è la convinzione che il suo clero sia ignorante, avido ed asservito alla burocrazia ed alla polizia. 16>
Esaminate le penose condizioni di vita dei contadini:
in alcune regioni sono ancora servi della gleba, non hanno alcuna partecipazione alla vita civile russa, non conoscono scuole, né istituti di beneficenza, né assistenza sanitaria, né tanto meno godono di qualsiasi autonomia locale, sempre fortemente avversata dall'autocrazia ...,1?)
e quelle non meno drammatiche degli operai con l'assenza di qualsiasi legge di tutela, con paghe insufficienti, orari di lavoro massacranti, l'ufficiale italiano passava a descrivere il carattere indeciso e insicuro dello zar Nicola II, chiuso nell'ortodossia politica e religiosa, docile strumento del volere della zarina Alessandra Fedorovna. Questa, psichicamente tarata, era caduta in una specie di misticismo superstizioso preda del volere del monaco siberiano Rasputin che in pratica attraverso lei governava da despota sull'intera Russia. Fu allora ricorda ancora il Romei che il malessere della società russa divenne insopportabile; nei palazzi granducali, nei saloni della più antica nobiltà, negli ambienti della borghesia, nell'esercito si criticava apertamente l'operato dello zar e soprattutto della zarina:
mi trovavo in quei giorni al gruppo delle armate Brusilov e precisamente al Corpo della Guardia. Ho dovuto più volte ricordare agli ufficiali di quei vecchi reggimenti, che portano tutti il nome di un Romanov, che io ero ospite di Sua Maestà l'imperatore, per troncare i loro discorsi irriverenti verso Alessandra Fedorovna.
Prudenza e correttezza del diplomatico! ma lui stesso molto riverente non era quando definiva la zarina psichicamente tarata o riferiva i particolari del-l'educazione giovanile di Nicola II. 18> La scomparsa di Rasputin fece sperare
W> Ivi, p. 3. I6> Ivi, p. 4.
S W, p. li. Maria Fedorovna, moglie di Alessandro IH, volle educare fin dall'in-
fanzU il fighe! destinato al trono di Russia, secondo un concetto SlnSS Te .. . -: d-lla sua e ovinezza altro compagno, altro mentore che vane granduca non ebbe negli anni delia sua g Fedorovna, chiuso
la madre Non conobbe altro ambiente une queuo ercawgu
mauro, non woouw . .-* nolitico. Non assaporo i piaceri della gio-
nei riffori del oiù stretto ortodossismo religioso e pouuco. n v r o-
. ngon ael fu . , ., . JI *.. -celta una compagna di svago dove assaporo il vinezza. Quando raggiunse i veni anni gli tu scena uu v *
nettare dell'amore prima del suo matrimonio, p. -