Rassegna storica del Risorgimento

RIVOLUZIONE RUSSA 1917; ROMEI LONGHENA GIOVANNI
anno <1979>   pagina <184>
immagine non disponibile

184 Antonello F. M. Biagini
in una nuova epoca; lo stesso generalo Aleksecv, capo di Stato Maggiore, pregò più volte lo zar di concedere incile riforme che tutta la Russia invocava, pari* nienti altri eminenti esponenti politici e militari cercarono di strappare allo zar quelle riforme che, sole, avrebbero salvato dal loro punto di vista la dina* stia e la Russia. Il generale Romei dedicava quindi alcune note alle vicende che avevano accompagnato la vita della duma,1 alla sua composizione20' ed infine alla formazione del blocco progressista dopo il disastro galiziano; blocco che aveva costituito, a giudizio dell'ufficiale italiano, il prodromo notevole della rivoluzione, sebbene le richieste avanzate (partecipazione diretta di tutte le forze vive del paese all'amministrazione della cosa pubblica, formazione di un governo responsabile, autonomia e decentramento amministrativo, riconosci­mento delle libertà essenziali) fossero in se stesse ragionevoli e necessarie per lo sviluppo e il potenziamento dell'impero. Il primo urto del blocco con il governo si era verificato nell'ottobre del 1916 con l'attacco del Miljukov allo Sturmer, creatura della Corte, che aveva provocato la caduta di quest'ultimo, ma non debellato lo strapotere della camarilla di palazzo . In sostanza l'opposi­zione della duma al sistema di governo era un'opposizione relativa che trovava pochi spunti per esprimersi e soprattutto non riusciva ad incidere minimamente sull'azione del governo. Dopo un periodo di calma relativa dovuta alla presenza in Pietrogrado della Conferenza degli alleati (15 gennaio-14 febbraio 1917) e dopo la delusione provata da chi sperava in una intromissione della Conferenza nella situazione interna del paese, l'agitazione contro la Corte e il governo riprendeva più violenta, aggravata dalla voce di un probabile scioglimento della duma. Il 14 febbraio si era verificata la crisi del blocco progressista:
i partiti socialisti di sinistra e i progressisti si staccarono dal blocco , dichiarando che il loro programma divergeva dalle mire ultime sul futuro assetto statale e relativamente al problema della guerra che desideravano avesse termine al più presto. Chi avesse avuto buona vista concludeva il Romei avrebbe compreso allora che tale mossa era prodromo della rivoluzione che ognuno sentiva prossima; **-)
e, nello stesso giorno, tutti gli operai di Pietroburgo entravano in sciopero. H 19 nel quartiere della Pietrogradskaja Storonà alcuni cittadini, mossi dalla fame, diedero l'assalto ad una panetteria; il fenomeno si ripetè in altri punti della città. Le autorità rispondevano attraverso il generale Chabalov con un manifesto in cui si invitava la popolazione alla calma e si faceva ricadere la responsabilità della mancanza del pane sulla stessa popolazione che avrebbe creato nei propri domicilii delle vaste scorte. Il 22 febbraio la direzione delle grandi officine militari Putilov sospendeva il lavoro col pretesto delle agitazioni operaie; il 23, giornate internazionale della donna, molti comizi indetti per celebrare la ricorrenza si trasformarono in riunioni di protesta contro la condotta delle dire­zioni delle officine e contro la mancanza dei generi alimentari nella capitale; altri negozi furono assaliti. Nessuno testimonia Trockij si sarebbe sognato che
9) /w p. 13. La Russia scriveva rumatale italiano aveva due corpi legisla­tivi: la duma nominata per elezione del popolo (concessione imperiale del 17 ottobre 1905) e il consiglio dell'impero di nomina mista... L'attuale quarta duma era stata creata dal governo m base alle ultime modificazioni della legge elettorale in modo di dare una mag­gioranza agli elementi reazionari .
M> Ivi, p. 14.
21> Ivh,*, 18'