Rassegna storica del Risorgimento
RIVOLUZIONE RUSSA 1917; ROMEI LONGHENA GIOVANNI
anno
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1979
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Antonello F. M. Biagini
poteva aprire al nemico le porte della Russia, fecero titubare molti dinnanzi alla proposta di resistenza alTaase imperiale. L'eloquenza del giovane deputato socialista rivoluzionario Kereuskij vinse le esitazioni e fece trionfare l'ordino dei giorno: et La Duma non si scioglie. Tutti i deputati restino ai loro posti . **>
Nacque così il comitato esecutivo parlamentare mentre la sera dello stesso giorno iniziavano gli arresti dei principali rappresentanti dell'abbattuto regime:
la giornata del 27 si chiudeva tra il terrore e l'esultanza, tra lacrime ed esplosioni di gioia, tra il bagliore degli incendi distruttori e l'ardore indefesso di una coraggiosa minoranza che volgeva ogni suo sforzo per erigere, sulle rovine ancor calde del vecchio regime, i nuovi destini della Russia.27)
Dalla parte della duina stava praticamente la borghesia russa, la nobiltà liberale e, dopo il rovesciamento della dinastia, tutti gli elementi appartenenti alla destra; nel rilevare questo il generale Romei sottolineava che alla duma si con* frapponeva una nuova e assai potente organizzazione: il comitato dei deputati operai e soldati di Pietro grado , cioè il soviet, che disponeva delle truppe e di tutta l'enorme massa degli operai della capitale e non voleva più la monarchia ma una costituente per interrogare il popolo russo sulla forma di governo futura. qui l'ufficiale italiano intuiva perfettamente quello che può essere considerato l'aspetto più caratteristico della rivoluzione di febbraio: la struttura dualistica del potere statale, la coesistenza cioè del governo provvisorio accanto al consiglio degli operai e dei soldati. Questo dualismo di poteri, risultato dell'improvviso e imprevisto crollo del regime zarista e del suo apparato governativo e amministrativo, rispecchiava anche il rapporto di forze all'interno del movimento rivoluzionario tra i diversi gruppi politici e sociali. Dedicate, infatti, alcune pagine all'abdicazione dello zar:
Il comitato provvisorio della Duma si guardò allora intorno, vide la sua immensa debolezza e nello stésso tempo il gravissimo compito che doveva assumere per condurre a vittoriosa fine il movimento rivoluzionario : decise di calmare l'eccitazione popolare chiedendo all'imperatore la rinunzia al trono29) ...H trono dello zar restava cosi vacante. Cosa inaudita e non mai immaginabile: era uno zar che con suo proclama diceva al popolo, fino a ieri schiavo, che l'autorità imperiale non può emanare che dalla libera volontà popolare e che non è pertanto lecito assumerla senza il consenso esplicito del popolo stesso,
alla formazione del governo provvisorio del 2 marzo 1917 composto tutto, ad eccezione del socialista rivoluzionario Kerenskij, di elementi monarchici >
a Ivi, p. 28.
*> Ivi, p. 30.
*> OSCAR ANWEILER, Storia dei Soviet. I consigli di fabbrica in URSS (1905-21), Roma-Bari, 1972, pp. 229-241. Sulla posizione dei soviet e sulle loro funzioni cfr. E. GORODETSKIJ, La formazione dello Stato sovietico, Roma, 1972, pp. 12-30 e più in generale su tutti gli avvenimenti l'interessante voi. di GEORGE KATKOV, Russia 1917. La rivoluzione di febbraio, Milano, 1969, pp. 597.
* GIOVANNI ROMEI LONGHENA, rei. cit u. 36. * Ivi, p. 38.