Rassegna storica del Risorgimento

SONNINO SIDNEY OPERE
anno <1979>   pagina <192>
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Vincenzo Pacifici
l'Autore: la ricerca di una corale unità di intenti negli aforzi per realizzare l'Italia unita, senza steccati e separazioni autolesioniatiche, la necessità di uno svecchiamento e di un accantonamento dei temi propagandistici ormai superati. Il suo rigore e la sua coerenza sono tanto forti da giungere anche a prospettóre insuccessi, pur di educare la nazione, termine supremo del suo impegno politico. Con il trascorrere degli anni e la progressiva ascesa nel cursus hono­rum, iniziato dopo l'abbandono della carriera diplomatica nel 1873, il Sonnino muta o meglio combina i momenti di studio con quelli pubblici. Il saggio metodo consente la descrizione nel Diario, con ottica singolare, tanto delle manovre nella formazione dei vari ministeri e dei serpeggianti e frequenti dissidi delle compagini governative quanto delle oscure vicende del mondo finanziario, cui il Sonnino contrappone limpidi episodi di rigore amministrativo.
La forma dello scritto, se da un verso motiva anche la frammentarietà di alcune pagine (quelle relative al 1907 sono dei distici intimi e nulla più), dal­l'altro trova nell'immediatezza dell'appunto la maggiore prova di validità, senza che si possa credere ad una spontaneità irriflessiva. Tra i particolari registrati di vita politica e di vita personale (nella loro sincerità quanto appaiono amare le righe sulla solitudine e la mancanza di affetti femminili!), mancano totalmente o sono trattate con accentuata sbrigatività le mete salienti giornalistiche e par­lamentari. Soltanto nel 1905, ad esempio, lo statista ricorda telegraficamente il quarto anniversario della fondazione de II Giornale d'Italia, l'organo di stampa a lui tanto caro, mentre singolarmente scarni risultano, senza enfasi all'inizio e senza polemiche alla fine, i cenni sugli effimeri incarichi e gli abbandoni gover­nativi (il primo ministero restò in carica dall'8 febbraio al 18 maggio 1906 e il secondo dall'I 1 dicembre 1909 al 21 marzo 1910: giustamente il Perticone li ha definiti i primi e i secondi cento giorni ).
Il Sonnino si mostra molto attento (il secondo volume del Diario si riferisce agli anni 1914, 1915 e al primo semestre del 1916, assai densi di avvenimenti) alla questione mediterranea, alle esigenze strategiche nei diversi punti del bacino del Mediterraneo sud-orientale. Preoccupato per gli sviluppi, non fa che vagliare, nel lungo periodo trascorso al ministero degli Esteri con il gabinetto Salandra, le opposte ipotesi, neutralisticbe e interventistiche. Le pagine precedenti il 24 maggio assumono toni ed effetti difficilmente eludibili per il loro contenuto e peso diplomatico e quelle successive alla fatidica data permettono di ricostruire dall'interno la situazione organizzativa del governo e i suoi programmi opera­tivi. La poltrona di ministro degli Esteri (il Sonnino, il 5 novembre 1914, prese il posto dello scomparso di San Giuliano) offre in quel periodo la tribuna per vivere gli avvenimenti con indicazioni rilevantissime, specie riguardo l'aneor oggi dibattuta questione della partecipazione all'impresa di Salonicco e dei dis­sensi con la Grecia. Avverte, inoltre, la necessità di conservare, alti e integri, i sentimenti di amor patrio e dignità nazionale e il peso della propaganda contro il sovversivismo, serpeggiante tra le truppe.
Nel Diario del 1918 (il III volume parte dalla seconda metà del 1916 e si chiude il 6 novembre 1922, a soli 18 giorni dalla morte), il Sonnino individua i difetti dei famosi ed infelici 14 punti del presidente americano Wilson, enunciati nel corso di un discorso pronunziato F8 gennaio. Nelle pagine scritte nel 1920, poi, è pesantemente polemico nei confronti della politica di Nitri, con­siderata remissiva e improntata a sostanziale derisione per i risultati bellici. QuesClltimo volume contiene elementi mai analizzati nel dibattito sulle cena*