Rassegna storica del Risorgimento

SONNINO SIDNEY OPERE
anno <1979>   pagina <194>
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Vincenzo Pacifici
la dannosa esplosione del malcontento popolare, insisteva sulla questione so­ciale , le cui fondamenta erano specialmente agrìcole . Sempre, nei giorni e nei mesi successivi ai disordini e agli incidenti appunto con radici sociali, non potrà nascondere una serie di amare quanto misurate riflessioni. Nella ricerca dei mali della società e nella conseguente onesta indicazione delle terapie, rimaneva, fisso e preciso, nella diagnosi del difetto basilare: quello del distacco tra paese reale e paese legale .
La lapidaria testimonianza del celebrato o vituperato Torniamo allo Statuto conferma che avvertiva una forte debolezza del potere esecutivo , cui soggiun­geva quella dell'ente governo in generale . Questa disfunzione risaliva, in linea rettilinea e con raggravante di molte concause, alla fonte prima dell'errore: il suffragio ristretto e l'assenza di grande parte della nazione dai centri deci* sionali . Lo stesso Re, simbolo della guarentigia politica per il progresso civile, di fronte ai due pericoli più gravi: il cesarismo e il parlamentarismo era esortato ad agire in favore dei poveri, degli esclusi e degli oppressi, per rendere all'Italia un servizio non minore di quello di averla costituita ad unità ed indipendenza .
Sin dall'articolo di apertura {Il suffragio universale in Italia del 1870), an­cora oggi considerato tra i migliori in materia, il Sonnino valutava l'incidenza dell'allargamento degli aventi diritto al voto, senza settarismi di censo, di vita o di classe. Dopo aver ripetutamente denunziato i difetti insiti nelle leggi vigenti ed esser continuamente intervenuto con accenti critici sui progetti formulati, giungeva con l'opuscolo Detta rappresentanza proporzionale in Italia del 1872, chiaro nei dettagli, ma. farraginoso nel meccanismo di attribuzione dei seggi, ad una sintesi minuta delle sue teorie. Più tardi il Sonnino mostrerà una maggiore precisione nel momento in cui inizierà a battersi per il suffragio universale diretto. Questo grande obiettivo doveva essere fondato sul collegio uninominale, indispensabile presupposto per la concessione di una rappresentanza propor­zionale a tutti gli interessi legittimi che esistono nella nazione . Non si fermerà a questo primo enunziato, ma si impegnerà a tradurre in forze politiche, tutte le influenze e le forze sociali di cui è ricco il paese , preoccupandosi di realiz­zare al massimo la segretezza, garanzia della libertà, della sincerità e della moralità del voto .
Dopo le mille e mille accuse lanciategli, è indispensabile esaminare con una certa attenzione gli orientamenti sociali del Sonnino. Egli dipingeva obiettivamente, questo pare il ragionamento sintetico, le piaghe del lavoro minorile, delle sacche di povertà e degli squilibri strutturali, ma non si sottraeva dal precisare che contro le mortificanti ombre occorreva impegnarsi senza soffrire negli odii, senza fomentare le divisioni, senza grida * dalli ' ai ricchi, senza aizzare le passioni delle plebi .
Il nutrito lavoro svolto sulle colonne de II Giornale d'Italia, dalla fonda­zione sino al volontario abbandono della tribuna giornalistica, deciso all'indo­mani della caduta ministeriale del 1910, con la collezione di articoli dettati anche su temi contingenti, rappresenta, puntuale e documentato, la faccia del­l'Italia antigiolittiana. Nell'esame quasi quotidiano dei problemi nazionali e in­ternazionali, uh posto particolare godevano sempre quello dei rapporti con la Chiesa, in lentissima metamorfosi, e quello dell'organizzazione e della gestione dello Stato (nel 1904 giungerà a parlare di una sudamericanizzazione della vita pubblica).
Nel secondo volume, con gli scritti e i discorsi dal 1903 al 1920, come