Rassegna storica del Risorgimento
SONNINO SIDNEY OPERE
anno
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1979
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196
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196 Vincenzo Pacifici
che il dima di debolezza del dopoguerra si trasformò in crisi morale soprattutto per le carenze del potere partitico e le velleità di quello parlamentare, incapaci di sorreggere il processo di ricostruzione nazionale. Fare carico a Sonnino di una visione soffocata e inadeguata alle questioni internazionali, significa voler anticipare indirizzi allora impensabili e da nessun uomo politico in vista soste* nuli e per di più significa dimenticare le vie difficili e ardue attraverso le quali l'Italia giunse e si mantenne al fianco delle potenze vincitrici.,4)
Il Carteggio, confermando la diffìcile posizione dei governanti italiani, nel secondo volume, offre modo di rilevare la fredda quasi sprezzante indifferenza > del presidente americano Wilson, l'atteggiamento freddo e recisamente ostile > del francese Clemenceau e la malcelata ostilità dell'inglese Lloyd George sulle tre questioni principali sul tappeto per l'Italia: Adriatico, Asia Minore, Africa.
Tra i tanti rimproveri, mossi al Salandra e al Sonnino, hanno goduto di un giustificato rilievo quello della decisione alla partecipazione bellica e quello del ristrettissimo ambito, in cui venivano assunte le decisioni di politica estera. In anni assai vicini il Vigezzi ha dimostrato l'atteggiamento sostanzialmente passivo, ma non pregiudizialmente ostile del paese.15) La posizione, riconducibile con molta buona volontà sotto l'etichetta neutralista , non aveva neppure lontanamente una natura politica, ma nasceva dal più ovvio amore per la pace. Oc* corre ricordare, poi, che la prassi di restringere le decisioni sulla condotta degli affari esteri a poche autorità, il re, il presidente del consiglio, il ministro competente, più volte sostenuta e confermata nel Carteggio, non rappresentava il metodo tipico, accentratoro di Salandra e di Sonnino, ma era seguita da tutti i governi dell'epoca.
D'altro canto Gabriele De Rosa, avanzando una tesi, del tutto nuova, seppur bisognosa forse di un ancora più meditato riscontro, ha trovato nel pensiero dei cattolici la matrice predominante nella formulazione di un'ideologia moderata >. Secondo Io studioso napoletano, ad essa in concorrenza e in contrasto con l'ideologia democratica mazziniana, si rifecero i moderati, e non solo per il periodo strettamente risorgimentale, ma anche per quello successivo, sino, potremmo affermare, almeno per la politica estera, a. Sonnino .16)
Il secondo volume (giugno 1916-novemhre 1922) si riferisce agli anni in cui Sonnino, sotto Boselli e Vittorio Emanuele Orlando, continuò a dirigere la politica estera. Oltre naturalmente ai contatti epistolari con i due presidenti del Consiglio, sono comprese le corrispondenze con Bissolati, Cadorna e Alberto Bergamini, vicino con devoto affetto negli anni dolorosi dell'isolamento e del tramonto. Senza voler ripercorrere e ripetere i concetti sulla posizione degli uomini di governo alleati e sulla situazione interna, compromessa irrimediabil-mente da! deleteri personalismi, giova intrattenersi su alcune lettere, utili per
) La replica definitiva alle tante accuse, mosse a Sennino sul problema delle alleanze
Trl'TfLT* aVV1S' ettata ** Rme0- Ica8tic**te lo ha giudicato l'uomo ohe forse Pm di tutu, e malatamente, godeva, nella classe politica italiana, fama di lealtà e di onesta intemerata, e di devozione indiscussa al bene del paese (R ROMEO, L'Italia unita e la prima guerra mondiale, Bari, 1978, p. 150).
AWLI'T"' vrfirn,STnate- dd SBÌo 1915 nei rapporti dei prefetti, in
JZ SI T , ? C19.S9)' PP* 313"344 mV (1960>' PT54.111 e Lrrodu.
> G DB toslì * PnZ,T"f T**1 I Vhdia ""**- MUano' 1966' (1961) p 713 ****** * U Stat Unk9rio itdUm ra Bumamtas, XVI