Rassegna storica del Risorgimento
SONNINO SIDNEY OPERE
anno
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1979
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pagina
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197
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Sognino nella sua Opera omnia 195
significativo rifugio dopo gli impegni e le delusioni subite dalla politica, spie cano 1 due studi di esegesi dantesca, condotti su un piano non dilettantesco e disponibili per ulteriori approfondimenti. Non mancano gli articoli finanziari ed economici, che restano prove della ragguardevole competenza in materia dello statista. Sui problemi più gravi ed urgenti, quali l'ampliamento del corpo eie* torale, il miglioramento del Mezzogiorno, l'elevazione delle classi agricole e la tutela dell'emigrazione, il Sonnino si trattiene e si ripete con una cura e un'attenzione, nelle quali non è certo difficile scorgere una encomiabile onestà e una limpida sensibilità.
Passando al Carteggio, il primo dei due densi tomi raccoglie la documentazione sui ventisette mesi dei governi di Antonio Salandra (2 aprile 1914-17 giugno 1916), anche precedentemente all'assunzione della responsabilità ministeriale da parte del Sonnino. Per il corredo e il conforto della ricchissima serie di dispacci, note e documenti pervenuti o inoltrati dalla Consulta, di ben rilevante pregio sono senza dubbio le pagine relative alla fase complessa e tanto significativa del passaggio dalla neutralità all'intervento.
Mentre le lettere scambiate con Salandra, circa 240, si pongono come tessuta connettivo del volume, come la sintesi politica di fondo, le istruzioni e più sommessamente le indicazioni fornite da Sonnino nonché i rapporti giunti dalle diverse sedi diplomatiche, in primo piano Vienna e Berlino per il periodo della neutralità, Londra, Parigi e Pietrogrado in quello precedente l'ingresso nel conflitto, forniscono gli spunti più validi per l'analisi storica. Gli stessi allegati concorrono ad illuminare le vicende di quei mesi, agitate dai travagliati mutamenti nelle alleanze e dai vivaci quanto segreti lavorìi diplomatici.
Lo storico politico ha ora a disposizione una fonte di studio, prima inedita 0 di complessa consultazione e riservata agli esperti di storia dei trattati. Diligentemente, infatti, il Pastorelli ha annotato il materiale già edito, indicando minutamente la situazione archivistica delle carte. Per consentirne l'eliminazione nelle edizioni successive, segnaliamo un solo errore presente nelle note numerose, ma ridotte al dato essenziale: il Leicht, storico giuridico, si chiamava Pier Sil-verio e non Pier Silvio ed è morto a Roma nel 1956 e non nel 1936 (v. voi. I, P. 138, nota 2).
Come non può sfuggire il peso della ricostruzione minuta, quotidiana della svolta fondamentale nell'atteggiamento italiano, cosi, altro pregio del Carteggio, la discussione sulle scelte da adottare ufficialmente, ripercorsa dall'interno, reca un appoggio di grossissima concretezza alla definitiva comprensione di quegli avvenimenti. Davanti ai nostri occhi si forma, via via, più precisa nei contorni e nelle intenzioni, la tela intessuta dai due statisti, concordi nel tutelare Prestigio dell'Italia, attraverso accorte sfumature tattiche. Il Carteggio consente * conoscere diffusamente le valutazioni e le posizioni dei corrispondenti, primo fra tatti logicamente il presidente del Consiglio, il quale puntava ad un ingresso neMa guerra, completo e sicuro sotto ogni prospettiva.
Molti fra gli storici, specie negli ultimi anni, sulla scia di un giudizio, aprioristico per l'eccessiva forzatura ideologica, hanno criticato le soluzioni date le vie scelte. Ora, se è facile valutare insufficiente una politica solo perche da ciò si può far scaturire un epilogo drammatico e inviso, non e altrettanto facile articolare e dettagliare le inefficienze, gli errori e le sviste. Ad esempio, olendolo inserire tra i difetti, il Sennino aveva quello dell'estrema minuziosità della pignoleria più incredibile e il Carteggio ci serve, appunto, fortemente, a conforto di questa impressione. D'altra parte nessuno onestamente potrà negare