Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
anno
<
1979
>
pagina
<
200
>
200
Enrico Bertini
Sezione Autografi e Documenti, di cui sta curando l'inventario il doti. Giovanni Morello. In essa vi sono molte lettere dirette a Riboli sia dall'Italia, sia dall'estero. Attualmente sono state classificate soltanto le missive di persone il cui cognome inizia con le lettere A e B.
L'inventario 440 (1), raccoglie i corrispondenti da Abba ad Azzoni, in 28 cartelle, che contengono 347 lettere dirette a Riboli assieme a quelle ad altri destinatari tratti da altri fondi della Raccolta Paletta. Ogni cartella è divisa in fascicoli intestati ai mittenti. Citiamo come esempio, la prima cartella: su 38 nominativi 4 scrivono a Riboli e cioè: Abbene A. (da Torino, 10 giugno 1850); Accardi Celestina (da Castelvetrano, 28 dicembre 1883); Accardi Francesco (con tre lettere del marzo 1878 e dell'aprile 1888); Accortanzo Enrico, con Bei lettere (da Torino dal settembre 1862 al luglio 1877).
L'Inventario 440 (2) riguarda le lettere da Babeloni a Bermudez, raccolte in 31 cartelle (29-60); nella cartella 29 su 39 nominativi, otto persone scrivono a Riboli e cioè: Bacchetta Fanny, nata Collins, con 10 lettere (Torino dal 15 ottobre 1876 al 26 novembre 1885); Bacchetta Rinaldo, con 2 lettere (Torino del 2 agosto 1881 e Livorno del 24 novembre 1885); Bacchetta Timoleone, con 5 lettere (Ghemme-Novara dal 20 gennaio al 23 luglio 1877); Bacchi G., con 25 lettere (Valle Lomellina-Pavia 22 maggio 1854 Parma 19 marzo 1862); Bacchini Cesare, con una lettera (Colorno 4 marzo 1857); Baccinetti Cesare, con 4 lettere (Luserna 29 luglio 1868 - Torino 17 febbraio 1870); Bachelet F., con 2 lettere (Torino 21 maggio 1867 e 11 febbraio 1870); Badengo Baldassare, con una lettera (Torino 24 maggio 1876). In totale questo Inventario contiene 448 lettere dirette a Riboli.
Si tratta, quindi, di un significativo, ma non ricchissimo accrescimento del carteggio conservato al Museo Centrale del Risorgimento sul quale è da segna* lare soprattutto il materiale garibaldino ordinato dal Riboli stesso.
Nel volume, che comprende lettere dal marzo 1860 al 25 dicembre 1868, Riboli ha scritto, di proprio pugno, le seguenti parole: Per la Storia / I documenti, ch'io posseggo di Garibaldi / credo siano i più importanti che esistano / dal 1860 alla sua morte 2 giugno 1882. / Chi li esaminerà vedrà ch'io dico il vero. / GARIBALDI era un angelo di Bontà; era un Genio; era / un'Intelligenza che nel mondo apparve e non si riprodurrà .
Inoltre a stampa ha aggiunto : Lettere originali inedite / politiche ed amichevoli I Bcritte / dal Generale GARIBALDI / e da varii altri uomini politici/al Dott Timoteo RIBOLI / e copia di altre lettere / a lui mandate dallo stesso Generale / per la trasmissione ai destinatari / coll'aggiunta di documenti diversi / annessi alle stesse lettere .
Nel citato Fondo Patetta vi sono, invece, soprattutto lettere dirette a Riboli da personalità della cultura europea, da amici e da malati. Non c'è lettera che non metta in rilievo ed esalti la generosità e l'umanità del Riboli verso tutte le classi sociali con le quali ebbe rapporti, sia per la sua professione di medico, sia per i suoi contatti amichevoli e di studio. Queste lettere, per lo più, sono di scarso valore storico, ma sono ugualmente interessanti, perché ci permettono, non solo di conoscere la vita di quel tempo, ma di apprezzare meglio la personalità di Riboli dal lato umano, il suo filantropismo e la sua bontà d'animo.
mene (Sala cons. mss. 439) in un volume; approntato nel 1971 per 1163 pergamene; Inventano degli Autografi e Documenti (Sala cons. mss. con dischetto rosso, in due volumi; 440(1) e 440(2): Il primo approntato nel 1977 ed il secondo nel 1978 per le lettere da
A a Bi