Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1914
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pagina
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553
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BihUpgrajia f
solenne egli assunse di fatto, sé non ufficialmente con un decreto, come fece tre giorni dopo a Salemi, la dittatura in Sicilia.
La mattina del 12 i Mille si misero in marcia, seguiti da una schiera di giovani marsalesi, armati alla meglio. Era a capo di questa schiera il patriotta Tommaso Pipitone j e ne facevano parte il cappuccino Fra Francesco da Marsala, che con straordinario coraggio combattè a Calata-limi, e H medico Vincenzo Maltese.
Dopo una faticosa marcia di 22 chilometri si fece sosta nel latifondo Kampigallo, ove convennero parecchi della provincia di Trapani, e poi una grossa squadra di Alcaniesi, comandata dai fratelli (irasepwe e Stefano Triolo di Sant'Anna, già provata al fuoco un mese avanti, in uno dei fcanfei combattimenti, che seguirono alla rivolta della Gancia, 4 aprile.
La mattina del Ì3 maggio i Mille si misero in marcia per salire a Salemi, e le squadre siciliane rimasero nelle campagne, dove alti-i patri otti vennero ad accrescerne il numero. Mentre i Mille salivano, un frate del convento dei Riformati Francescani di Salemi andò loro incontro, e ad alta voce chiese : Chi di voi è Giuseppe Garibaldi ? Sono io, rispose con la sua maselda voce il generale; ed il frate lo abbracciò come se fosse un suo vecchio amico. Questo frate era Giovanni Pantaleo da Castel vetrano. Gli ufficiali dello Stato Maggiore l'incitarono a smettere la tonaca; ma Garibaldi si oppose dicendo che con quella avrebbe potuto rendersi più utile alla causa nazionale; e, rivolto a lujf disse: Frate, voi sarete il novello Ugo Bassi .
Se le accoglienze di Marsala furono liete, quelle di Salemi furono festose. Ivi Garibaldi assunse la dittatura, come scrisse nel decreto, svl-V invito di notabili cittadini e svile deliberazioni dei Cornimi Uberi dell'Isola. La'sera del 14 maggio giunse una grossa squadra di Ericini j circa 700, tutti a cavallo, discretamente armati e forniti di vettovaglie, capitanali da Giuseppe Coppola.
La notte del 14 i Mille, le squadre siciliane sopra indicate e altre due, che se ne composero di Salernitani e di Vitesi, si misero in marcia diretti a Calatteì. pla a Vita, trovarono giunti da poco dieci operai trapanesi, esperti artiglieri, superstiti dell'esercito siciliano del 1848, e più tardi arrivò un tipografo, pure trapanese, Vito Rullo Giglio, che aveva portato un torchietto pochi caratteri e un copia lettere.
Quasi un quinto della popolazione di Salemi ed nn terzo di quella di Vita segui il piccolo esercito garibaldino? e quando s'ingaggiò la battaglia sul colle Piante di Romano, questi Salernitani e Vitesi, ch'erano inerrai, manovrarono dalle prospicienti colline,, sotto il comando di Nino Bixio. La vista di tanti contadini e operai siciliani, che andavano su è gttt, avanti e indietro per sfuggire alle palle nemiche, spaventò i soldati