Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
anno <1979>   pagina <204>
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Enrico Bertini
In altra lotterà elogia l'arte della nostra Adelaide Ristori, conoscendo l'ami-ciziu che la legava a Riboli. Ecco le sue impressioni, in data 15 aprile 1861, M dopo aver assistito allo spettacolo dell'artista al teatro Odèon a Parigi
...Pendant mon séjour id, fai couru, avec un empressement bica instine, voire votre idolo Mono Ristori dans Béatrix, drame sana action dramatique, créé tout exprèa polir elle par M. Legouvé. *
Nul, à mon sens, ne saurait contester à Mone Ristori sa qualità de femme supàrieure. Peu d'étres humains nuraient assez de puissance intellectuclle, assez d'energie morale pour apprendre avec succès, en quelques mois, notre langue si ingrate, ri difficile pour une étrangère: il fallait tout son gànie pour lui en faire deviner toutes les finesse; toute son exquise sensibilità pour lui en faire interpréter toutes les nuances, avec bonheur.
A rheure qu'il est, elle obticnt un succès fou: tout Paris veut la voir; la province et rétranger envoient ce qu'ils possèdent de plus eleva en individualités inteuectuelles pour rivaliser d'enthousiasme avec les spectateurs parisiens de YOdèon.
Lettera veramente interessante nella quale l'Ancelon, data la familiarità che aveva con Riboli, non manca di fare osservare ch'egli ha avvertito nella recita­zione una eccessiva mimica, scrivendo: votre charmante idole, avec sa riefae organisation italienne abuse quelque pen des monvements de contraction et de dilatation des paupières . E contìnua: Je me hate de vons faire part de mes observations sur ce que je crois è tre des imperfections de cette femme de genie .
Dalle lettere ricevute dal Riboli da varie persone d'ogni ceto sociale del Fondo Patetta possiamo dire ch'egli è rimasto fedele alla sua professione di medico, esercitata con intelletto di scienziato e cuore di apostolo.
Riboli era molto scrupoloso nell'arte medica, considerandosi, fra l'altro, un buon amico dell'infermo. Per lui non era professione, ma missione. Infatti, nel 1886, indirizza ai colleghi spagnoli una lettera, in cui dice: Il vero medico deve essere irreprensibile per spirito d'umanità, per altezza di ministero, per profondità di scienza. Il vero medico deve entrare nelle case come Angelo con­solatore, sia per l'infermo che per i famigliari .I6) Dedicava molte ore della sua giornata a curare gratuitamente i poveri; amico di tutti, del ricco e del diseredato, del grande e del piccolo, degli uomini di scienza più insigni e del più umile operaio. Lavorò molto, ma non lasciò un cospicuo patrimonio. Negli ultimi suoi anni, gli amici di Torino scrissero al Presidente del Consiglio a Roma (Crispi) per fargli concedere una pensione. Invece della pensione gli fu inviato un sussidio, che voleva rifiutare.
A lui non si ricorreva mai invano, sia per aiuti, protezione o raccoman­dazioni. Mentre dai poveri e dai meno abbienti non pretendeva nessuno onorario, dai ricchi e dai possidenti, invece, si attendeva il giusto compenso della sua opera. Nel suo carteggio vi sono due lettere, nelle quali esprime, pur con cor-
,4> BA.V., Ivi, Doc. 14, ff. 87-88. Lettera di Ancelon a Riboli.
15) LegOUV Ernest, scrittore francese (Parigi 1807-1903), figlio di Gabriel Marie (scrittore e direttore del Mercure ed accolto all'Accademie francaise nel 1803). Ernest tentò con qualche merito il romanzo nel 1840, ma poi segui la strada del teatro che gli fu pro­diga di successi: Louise de LigneroUes (1848), Adrienne Lecouvreur (1849) e Botatile de dames (1851) in collaborazione con Scribe, Afédée di cui in Italia fu acclamata interprete Adelaide Ristori, Miss Susanne (1869). Interessanti le sue memorie (Soixante ans de sou-vemrs, 1885-87, 4 volumi). Accademico di Francia nel 1855.
! M.C.R.R.; B. 495/99 (1) lettera di Riboli ai medici spagnoli