Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
anno <1979>   pagina <207>
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Carte di T. Riboli nella Raccolta Paletta
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rettezza e cortesia, tutto il risentimento a due persone benestanti che gli avevano corrisposto un onorario, a suo parere, non adeguato. Dette lettere meritano d'es­sere conosciute e quindi le trascriviamo. Una si trova alla Vaticana >, ed è indirizzata al colonnello P. A. Garda, che pur aveva un prestigioso passato di cospiratore e di soldato:
Torino, 11 febbraio 1875 Mio caro Commendatore,
...che pel vostro passato politico e per la vostra munificenza risguardo come il Principe d'Ivrea... un personaggio come voi, ohe ha regalato un Museo del valore di cento e più mille lire, e una Pepita Peruviana all'Università di Torino d'un valore inestimabile... Un personaggio, dissi, come voi a 87 anni, a chi gli salva la vita minacciata da un a Antrax (vespaio alla nuca), ne peut pas remplir à son devoir, avec le billet que vous m'avez laissé dans une enveloppe le 9 février sur ma table, ...Vi assicuro che ne sono stato addolorato ed offeso per voi, perché fra me, ho detto, questa creatura non conosce il Beneficio im­menso dell'esistenza, ne il valore della vita a 87 anni.
Addolorato da ciò, mi duole il dirvelo (perché avrei amato che da voi stesso lo conosceste). L'operazione e la cura, che vi ho fatto non posso farvela a meno di mille lire, e un biglietto da mille lire credevo... Permettete che ve lo dica: qualunque altro medico a 87 anni non vi avrebbe operato, vi avrebbe lasciato morire... La Vita è d'un valore inestimabile... *)
L'altra, del Museo Centrale del Risorgimento, è diretta al coram. Maggi. Riboli, dopo avergli rinviato l'onorario, gli scrive una seconda lettera:
Torino 26 xbre 1863. Egregio Signor Commendatore Maggi,
Nell'Omar Le la nota quietanzata non avevo intenzione offenderla, ne di recarle nessuna amarezza, volevo soltanto dimostrarle che sentivo offeso il mio amor proprio in quanto al valore che si dava alle mie visite, alla mia assistenza...
Non è così che debbo interpretare la sua? Sia pure così dal canto suo. Dal mio non aggiungo che ima sola cosa cioè che l'ho assistito come un angelo, e ch'Ella mi ha trattato come un prezzolato.
Anche in questo caso, mitiga il suo risentimento, terminando con queste parole: La vita è un tesoro che non si paga; io vi ho salvato .18)
La sua benevolenza verso il prossimo era cosi nota che uno dei suoi amici, kule Majocchi, lo definì: l'incarnazione dell'amore per tutti gli esseri aventi .
Riportiamo qualche brano di lettere che si trovano nel Fondo Patetta, per fermare in che consideratone era tenuto il Riboli in ogni ceto sociale. La nora Celestina Àccardi, residente a Castelvetrano, dopo aver ricevuto un vaglia
* L. 80, così gli scrive in data 28.12.1883:
I** <le grazie, mio buon amico, come compensarla di tutte le prove di amicizia, ch'Ella
* ** dato? come dimostrarle la mia riconoscenza? Io noi potrò, ma lo potrà fl buon Dio he Unto ricco e che io costituisco pagatore di tutti i debiti ch'io non posso soddisfare ... *
"J B.A.V. . Patella Autogr. e Doc. (posizione provvisoria 1396 - voce Riboh).
2 M.CJR.R,; B. 489/27. Lettera di Biboli al Comm. Maggi.
,9) B.A.V. . Patetta Autogr. e Doc. 1, fi*. 150-151. Lettera di Accardi Celestina.