Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
anno <1979>   pagina <208>
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Enrico Berlini
del Generale o una sua lettera scritta di proprio pugno, fosso dico d'una sola riga, o la sua firma appiè d'una sua fotografia .M)
La competenza medica di Riboli è confermata anche dalle lettere che se-guono, dalle quali emerge la Bua sicurezza nelle diagnosi ed il suo intuito nel giudicare anche dal lato psicologico le persone.
Il capitano Achille Angelini, in servizio a Pinerolo, gli scrive:
Pinerolo 7 giugno 1850. Ottimo amico,
come puoi credere ch'io possa dimenticare un così buon amico come sei tu? tardai a scriverti perché desideravo darti nuove anche di Laura che come speravo doveva scrivermi da un giorno all'altro.
Questa buona donna deve proprio essere quale tu la dipingesti: volubile e male contenta di quello che possiede...
L'Angelini, che fu autore d'un codice cavalleresco e che arrivò al grado di Generale, Comandante la Divisione Militare di Cagliari, ebbe una lunga corri­spondenza con Riboli.
E sempre a proposito di donne, è interessante riportare in parte una let­tera inviatagli dalla signora Carolina Berliri, la quale era molto preoccupata per un grave male al seno. Dopo varie visite gli scrive:
Torino 23 giugno 1867. Caro Dottore,
la malattia di cui credevo essere affetta ebbe questa mattina una salutare crisi!
Se la stima che da molto tempo ho per Lei, caro Dottore, non fosse stata perfetta, lo deverebbe ora vedendo come Ella abbia così bene compreso che il mio male era solo frutto della mia infelice immaginazione. 2J9
Nella cartella n. 37, che si trova nel secondo Inventario, vi sono due fasci­coli intestati, una a Pasquale Balboni, con 15 lettere dirette a Riboli, degli amai 1857.1864, l'altro alla moglie Marianna Balboni nata Marlia, con 21 lettere, degli anni 1852-1873, pubblicate nel 1978 a cura degli eredi Balboni di Cento in prov. di Ferrara.
Nella cartella n. 19, al nome di Francesco Aquilanti, abbiamo quattro fasci­coli con ben 82 lettere dirette a Riboli. Da una annotazione dello stesso Riboli sulla prima, sappiamo che l'Aquilanti era impiegato alla Maddalena, come ve­ditore-Ufficiale di Dogana. Egli non faceva che riferire a Riboli tutto quello che avveniva sia alla Maddalena, sia in casa Garibaldi a Caprera. Era, tra l'altro, direttore della locale Associazione protettrice degli animali.
11 20 ottobre 1875, scrive a Riboli: Lunedì 11 venne da Livorno Sga-rallino con un certo Landi, ingegnere fiorentino che ha lo studio in Roma - via dei Chiavari n. 8 piano 2 - faciente parte per i lavori del Tevere. Parlò col generale che lo congedò con due parole, cioè: ne parleremo in Roma.295
W BA.V., Ivi, Doc. 58, ff. 96-97. Lettera dì Bellucci a Riboli.
27) B.A.V., Ivi, Doc. 15, ff. 115-116. Lettera di Angelini a Riboli.
28) BA.V., Ivi, Doc. 60, ff. 438. Lettera di Berliri.
29) BA.V., Ivi, Dov. 19, ff. 94-95. tetterà di Aquilanti.