Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
anno
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1979
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pagina
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211
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Carte di T. Riboli nella Raccolta Patetta
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E ancora, in data 25 novembre 1877: Arrivato da P. Torres, dopo visitata risola dell'Asinara, il Deputato Paternostro e l'Ispettore delle carceri sig. Giletti. Questi vanno a visitare l'Isola Molara ed altre ancora per stabilirvi delle prigioni penitenziarie.30*
Altra volta si tratta della difterite che ha colpito i bambini:
Maddalena 30 giugno 1875. Pregano Signor Dottore,
Lei ch'è accorso da per tutto per soccorrere la umanità non mancherà oggi certamente di venire con i di Lei apprezzatissimi consigli, non potendo con la persona stessa, come ha {atto in certe circostanze, in soccorso di questa Isola.
Sono già che in questo piccolo paese corre una (bisogna dir terrìbile) malattia cioè yAngina (difterite) che miete tutti i ragazzi e non se ne salva uno.
Fra gli altri, anche la grandicella di Olivetti, l'impiegato postale veniva rapita. H paese era scoraggiato si può immaginare. Però ora è del tutto spossato ed avvilito per la morte avvenuta per la stessa malattia delTOlivetti stesso, uomo di 50 anni, nello spazio 41 7 giorni e di 12 dopo la morte della figlia. Insomma dal 18 giorno del povero Oli veni, non si sarebbe verificato altro caso nei grandi, ma nei piccoli succedono 5 o 6 casi al giorno.
Dunque Lei che è cosi buono, mandi lo prego quanto prima una ricetta del cui si cura cosi tale malattia ed anche suggerisca un preservativo per la medesima se è possibile.
Noti che Olivetti moriva assistito dal dott. Caverò e dott. Panzano, medico nell'Ospedale Militare di Sassari che era qui in permesso e che non se la aspettavano.
Qui ci fanno grandi abbruciamenti, ma il fatto si è che non danno nessun favo* revole risultato. 31)
Nel carteggio Riboli che si trova nel Museo del Risorgimento, esiste una lettera di Garibaldi da Roma diretta a Riboli a Torino, in cui lo prega d'interessarsi se vi fosse in quella città, come a Milano, qualche ditta disposta ad eseguire cremazioni. Che Garibaldi volesse finire in cenere si sa; nuova prova ne è la curiosa lettera scritta dopo la morte dell'Eroe dall'Aquilanti al Riboli, da Genova in data 29.6.1882. Al momento della sepoltura del generale, la lastra del sepolcro si sarebbe rotta per ben tre volte, per cui la vedova Francesca avrebbe pronunciato queste parole: Vedete! è il miracolo che si rompa perché il generale non vuole sopra quella pietra contro la sua volontà, vuole essere abbruciato. Finalmente la quarta pietra pare che sia andata bene e così non ci si penserà più a bruciarlo .32)
In alcune minute di lettere di Riboli che si trovano nel Fondo Patetta, non ancora catalogate e che gentilmente sono state messe a mia disposizione, si può avere conferma del suo alto valore morale e, in un certo senso, pedagogico.
Eccone una:
Torino 12 luglio 1876.
Pregano Signor Bianco Pietro,
L>mo che ha una occupazione, come Lei, e che lavora, non può che aver sempre la * ""** Mi fa male al cuore vedere la gioventù girovaga e oziosa, vivere della bene-
J BA.V., Ivi, Doc. 19, f. 124. Lettera di Aquilanti. *J B.A.V., lvlt Doc. 19, f. 90. Lettera di Aquilanti. 321 B.A.V.. Paletta Autogr. e Doc. 19, ff. 208. Lettera di Aquilana a Riboli.