Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
anno <1979>   pagina <212>
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Libri e periodici
un corpo civile, ma con caratteri militari destinati a divenire sempre più marcati col passar del tempo. Infatti solo nel 1914, dal lato funzionale sarà inserita nelle Forze Armate, alla vigilia di quella Grande Guerra dove operò in massa; anzi 11 primo colpo di fucile fu sparato da due finanzieri di guardia sullo Judrio nella notte dal 23 al 24 maggio 1915 contro una pattuglia di guastatori austriaci. Numerosi battaglioni furono presenti, in spe­cial modo sui rilievi alpini, dove fu preziosa la conoscenza del confine acquisita nei lunghi pattugliamenti contro gli spalloni ; compito importante di guardacoste svolsero le torpe­diniere e l'altro naviglio sottile in dotazione ai finanzieri del mare. Alle operazioni mili­tari della seconda guerra mondiale sono dedicati i successivi capitoli del volume con am­piezza e minuziosità di dati, illustrando il suo impiego sia come corpo combattente di prima linea, sia di polizia tributaria e militare nei territori coloniali e occupati. H primo volume termina invece esponendo l'attuale organizzazione del Corpo, e ne enumera le molteplici benemerenze in campo militare e civile, nonché, ultime di tempo, quelle in campo sportivo.
FLORIANO BOCCINI
JOHANN RAINEB, Profilo di storia dell'Austria; Roma, Bulzoni, 1978, in 8, pp. 210. L. 4-500.
L'Autore di questo compendio è incaricato, da alcuni anni, come professore di scam­bio, dell'insegnamento della storia dell'Austria nella facoltà di lettere e filosofia dell'Uni­versità di Roma. Il suo uditorio aveva pertanto bisogno, di una breve sintesi della storia del paese del quale si occupa, intesa a completare ed integrare le lezioni del docente. Questo lo scopo principale dell'opera, ohe il Rainer dichiara nella breve introduzione. La necessità di un breve lavoro d'insieme sulla storia della repubblica austriaca, alla quale il nostro Paese è stretto da rapporti politici e culturali di tanti secoli, è generalmente sentita fra noi anche dal pubblico che nota l'importanza dello studio della storia, anche perché non esiste in Italia alcuna opera di questo genere. Non sono state mai tradotte in italiano né le più vecchie storie dell'Austria, né le più recenti ed aggiornate, quali sono quelle di . Zollner e di H. Hantsch. Altrettanto vale per le singole monografie. Bisogna riconoscere, insomma, che una delle ragioni per le quali tante incomprensioni e luoghi comuni hanno contribuito a mettere, specie fra noi italiani, negli ultimi duecento anni in una luce non certo positiva ed amichevole i monarchi, i reggitori ed i popoli della vicina repubblica, è dovuta proprio a questa mancanza di letteratura storica tradotta in italiano, oltre che alla poca conoscenza della lingua tedesca. L'opera del Rainer è quindi benvenuta e non può non rispondere agli auspici che l'A. fa nella introduzione, sia pure sotto la più modesta forma di una speranza.
La storia dell'Austria unita e indipendente comincia, si potrebbe dire, con la vittoria definitiva di Rodolfo d'Asburgo (il protagonista del VI canto del Purgatorio di Dante) sul rivale Ottocaro di Boemia. È la vittoria combattuta nel Marchfeld, a Burnkrut nel 1278, già esaltata dal poeta nazionale austriaco dell'800 Grillparzer, nel dramma Kònig Otto-kars Gliick und Ende , il cui settimo centenario è stato ricordato ufficialmente in Austria anche con l'emissione di una moneta speciale d'argento del valore di 100 scellini.
Il Rainer tuttavia, privo di qualsiasi sentimento di carattere nazionalista, con quel­l'equilibrio sereno e obiettivo che caratterizza in generale lo storico austriaco, comincia il suo racconto dalla preistoria e protostoria per soffermarsi sul periodo della colonizzazione romana, alla quale attribuisce tutta l'importanza datale dalla storiografia mitteleuropea di tutti i tempi. L'età dei Babemberger, predecessori degli Asburgo, e specialmente quella del duca Leopoldo il glorioso, trovano giusto spazio nella purtroppo grande economia del volume. Ma la parte principale dell'opera è riservata, come è giusto, agli Asburgo, da Rodolfo II imperatore a Francesco Giuseppe e a Carlo ultimo della famiglia regnante.
La tirannia dello spazio ha purtroppo impedito all'A. di approfondire le reciproche Influenze culturali dell'Austria e dei paesi circostanti. Non si trovano così i nomi dei pro­tagonisti di quei rapporti, quali furono, per ciò che concerne l'Italia, il Mozart, lo Zeno, il Metastasio e altri. È vero tuttavia che il Rainer si propone un profilo di storia politica dell'Austria, tralasciando i problemi più strettamente culturali, che lo avrebbero costretto ad uscire dai limiti di un modesto manuale.