Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
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1979
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Libri e periodici
Ed accettando bien agrcabiement ù Dalberti la proposta, ha inizio un intenso ceDoqnio epistolare, che, ben presto, dai confini ticinesi, alarne le dimensioni di ampio repertorio, in cui le vicende elvetiche vivono nel contesto di relazioni europee, nell ambito delle quali, non di rado, acquista un rilievo particolare ciò che accade nella vicina penisola
italiana. , . .
Le figure e i momenti più significativi del primo Ottocento ritornano nei volume, filtrati attraverso lo spettroscopio liberal-moderato dei corrispondenti. Cosi, di ritorno da un soggiorno nella città natale, il ticinese scrive il 21 ottobre 1812: Je n'ai jamais vu à Milan un air si généralement sombre qu'à present, Les uns eraignent qua l'Empereur trouve en Russie des obstacles trop forts à ses projets; les autres eraignent qu'il n'en trouve pas asse/.. Tous sont mécontents du present et redoutent l'avenir [...]. Figurez vous tout cela, et jugez si ces pauvxes italiens ne doivent pas désirer un ebangement, Maia Iequel? (p. 200). Tuttavia, il clima instaurato dalla restaurazione non tarda a risultare più opprimente del precedente dispotismo. L'Europe va retomber dans un esclavage, dont on ne trouve d'exemple pas méme dans les siècles barbares. Car toutes les apparences nous font prévotr que nous aurons la quientessence du Despotisme le plus rafiné [...]. L'épée et l'encensoir se sont réunis de telle sorte, qu'il va ètre dangereux de s'entretenir philosopbiquement méme dans l'enceinte des parois domestiques (pp. 322-323).
Sempre fedele alla sua impostazione, la raccolta si chiude nell'inverno del 1831, con l'eco delle notizie provenienti dall'Italia centrale.
L'Indice delle persone conclude il volume.
CARLO VEBDUCCI
ANGIOLA. FERRARIS, Letteratura e impegno civile nelVt Antologia ; Padova, Liviana Editrice, 1978, in 8, pp. 234. L. 5.000.
Condotto alla luce di un'interpretazione rigorosa e talvolta pedante della nozione gramsciana di e intellettuale organico , questo lavoro slarga in realtà la sua tematica ben oltre la rivista fiorentina del Vieusseux, che fornisce, è vero, la maggior parte dei testi presi in esame, ma non è poi che una tessera nel composito mosaico della cultura della Restaurazione e della ricerca in essa di un ruolo e di un significato specifici da parte dell'in tellet-lettuale a militante , nel che consiste l'autentico nucleo problematico dell'indagine, analogamente a quanto il La Salvia ha sviluppato per i milanesi Annali di Statìstica.
Senonché a Firenze manca un Romagnosi e perciò l'A. è costretta a procedere per medaglioni soltanto fino ad un certo punto unificabili nell'atmosfera del liberalismo laico e a ginevrino , diretto e coerente erede dell'illuminismo settecentesco, su cui ha insistito lo Spini, differenziandolo dal paternalismo cattolicheggiante e conservatore dei campagnoli .
In realtà, eliminare l'etichetta paternalistica dagli obiettivi e dalla prassi di tutta intera la classe dirigente toscana della Restaurazione è assai ardua impresa, e la stessa A., opportunamente attenta a non farsi suggestionare in proposito dalla tradizionale contrapposizione tra la Firenze Icopoldina e la Livorno guerrazziana, è costretta a mettere la sordina a certi ben noti entusiasmi del Pitocco per i presunti esiti utopistici e radicali del sansimonismo toscano alla Tommaseo.
Non a caso la sua ricerca si svolge su un terreno che la critica <c militante degli ultimi decenni ha del tutto ignorato, le più sistematiche esplorazioni dellMntoIogìa risalendo al 1922 col De Rubertis ed addirittura al 1906 col Prunas, un argomento, insomma, che solo in tempi recenti è stato riesumato ed è anzi in un certo senso venuto di moda col fondamentale volume di Umberto Carpi su letteratura e società nella Toscana del Risorgimento. L'A. procura, appunto nei confronti del Carpi, di elaborare un giudizio più positivo e più elastico intorno al Vieusseux ed ai suoi collaboratori, ma, Io ripetiamo, riesce difficile parlare di lucida presa di coscienza... del ruolo decisivo assunto dal proletariato aU'mdoniani ed in jppnsegucnza delle giornate di luglio, allorché, nel 1831* sentiamo quei vaientuomfiffi disertare di compassione, amore e rispetto, di utili verità, d'istruzione morale, e d'altri consimili ferrivcccM del paternalismo pedagogico.
Certo, nel gennaio 1833, col proemio concertato tra Vieusseux, Tommaseo e Lambru-