Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
anno <1979>   pagina <223>
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Libri e periodici
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in risalto i limiti, accanto ai notevoli preci- a II m MIAIA J- ,
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nrt ir, "COS,trUfne deU" 8toria *** del Risorgimento: è il ruoTd'uT mi gatore parente ed attento entusiasta e critico. Specialmente attorno ai personaggi pado­vani la sua attenzione si è fatta acuta, siano essi uomini di cultura, eojZTfjSS dazione Potremmo rammaricarci che il suo discorso non si sia talvolta esteso oltre i limiti angusU di un personaggio, d'un ambiente sociale e dWepoca per darci in robusta sin-tesi unmterpretazione più ampia. Ma gli interessi del Nostro, circoscritti all'area veneta, ? oofT dUDa documentaziae completa non gli consentivano d'andare più oltre (p. 23). Utilissimi indici di persona e luogo, pregevoli illustrazioni, bibliografia e note arric­chiscono il volume che è cosi un dignitoso omaggio alla figura e all'opera di Giuseppe Solitro.
RENATO GIUSTI
PIERCAHLO MASINI, Eresie dell'Ottocento, Alle sorgenti laiche, umaniste e libertarie della democrazia italiana; Milano, Editoriale Nuova, 1978, in 8, pp. 333, L. 6.500.
La Editoriale Nuova ha ripubblicato, riunendoli sotto il titolo altisonante Eresie dell'Ottocento. Alle sorgenti laiche, umaniste e libertarie della democrazia italiana, rela­zioni che Piercarlo Masini ha presentato lungo l'arco di circa un ventennio e articoli e saggi, apparsi in edizioni specializzate e di difficile reperibilità.
Masini, diciamolo subito, è un autore, che, essendosi occupato prevalentemente di ricerche storiche sul movimento anarchico e la sinistra democratica, con particolare interesse per il periodo della Prima Internazionale , ha finito con l'innamorarsi dei suoi personaggi e si è addentrato e ripetuto nella materia con un'ottica, talora non corretta e non equanime. Ad onor del vero, a chiusura della presentazione, non nega le sue simpatie e le sue conclu­sioni, sicuramente piene di onestà, conservano indelebili due difetti: quello dell'esagerato rilievo dato a correnti ideologiche qualitative assai più che quantitative e, da altra visuale, quello dell'identificazione, direi quasi forzata, dei gruppi esaminati con la vena democratica più schietta. Il sostantivo democrazia , a mio parere, da sempre ha respinto, risultandone in caso contrario snaturato, aggettivazioni di qualsiasi colore.
Il volume è diviso in cinque parti, dedicate rispettivamente ai ce federalisti , ai ce liberi pensatori , agli a internazionalisti , agli oc umanitari e agli eclettici .
Sul pensiero politico e sociale di Gabriele Rosa Piercarlo Masini ferma a lungo l'at­tenzione con l'obiettivo di sollevare la figura di un uomo, appartenente con Arcangelo Ghisleri alla primissima generazione, vicino tanto a Mazzini quanto a Pisacane e Cattaneo, ma d'altro verso piuttosto infelice sul terreno scientifico (la sua opera più impegnativa, l'edizione degli scritti e dell'epistolario di Cattaneo, è in moltissimi passi difettosa).
Le pagine riguardanti Cattaneo sono fedeli alla stessa linea critica, motivo per cui è opportuno tornare a rileggere sulla fortuna del professore milanese quanto ha scritto Emilia Morelli nella sua ultima opera.
A proposito del rapporto Ghisleri-Croce, il Masini si lascia andare a considerazioni e rilievi, cui è facile ribattere con un duplice interrogativo. Il Ghisleri, pur nell'incancella­bile influenza della passione, avrebbe approvato e il Masini potrebbe sottoscrivere, per lealtà ai fatti, le tante e tante pagine della storiografia più recente e di quella corrente, accanitamente negatrici del Croce, ma in tanto punti afflitte da vizi, almeno di pari, se non
maggiore gravità? - .
Non sarebbe, poi, il caso di rovesciare per moltissime occasioni il ragionamento pole­mico di Ghisleri nei confronti dell'opera di Croce? NeDa nuova realtà democratica e repub-blicana sono cresciute nuove leve di storici , che hanno interpretato non solo la Storta di Croce ma tutta la vicenda risorgimentale all'opposto, ma sostanzialmente con gli stessi difetti del dott. Pangloss, citato da Ghisleri: tutto male quello che è avvenuto, tutto avvenne e tutti agirono nel peggiore dei modi e dei mondi possibili I
È certamente attento e diffuso il saggio sulla Prima Internazionale, ma non ce ne voglia l'autore, se preferiamo anche in questo caso uno storico di professione. Federico Chabod. :