Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
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Libri e periodici
Non si può negare comunque talora l'appoggio ! àiaeano di Musini. Una prima volta, ad esempio, quando riferendo degli atteggiamenti ascetici di Cafieso o di quelli fieri di Costa o di quelli baldanzosi di Malatesta conclude, notando che In questi nemici di tutte le religioni ferveva uno spirito religioso . Infatti, è pienamente vero che immanca, bilmente le tesi degli estremisti finiscono con il possedere, ab pur amentite, quelle stesse carenze rimproverate accesamente agli antagonisti, È poi vero che nonostante il costante e deciso rifiuto di tutti gli esponenti più in vista, sia esistita ed esista una ben definita filo* sofia anarchica e che l'anarchismo abbia agito e sia vissuto secondo rigorose caratteristiche peculiari, secondo solidissimi dogmi. Diventa addirittura consigliabile la lettura del volume nelle pagine sul contrasto tra gli internazionalisti sei marxisti. La polemica antiautoritaria si nutriva di fondamenti ideali, radicati e vivaci, e non dimostrano onestà quegli studiosi, che, nel segno di un dubbio e strumentale ecumenismo, oggi tentano di far cadere l'oblio su quelle accanite discussioni e su quegli aspri conflitti.
Specie nei capitoli sull'anarchismo, confesso che ho ripensato all'eterno e taumaturgico discorso del caos presente e del kosmos successivo alPinstaurazione del vero ed autentico progresso.
Il bilancio finale, non appaia ciò una contraddizione, almeno in un aspetto deve riconoscere al Masini un merito: quello di aver studiato, anche se con indubbi limiti, figure e fatti indiscutibilmente trascurati e altrettanto indiscutìbilmente necessari per una piena conoscenza detta storia dell'Italia unita. Il contrasto su quegli anni rimane comunque vivo e netto, essendo, a mio avviso, valido il giudizio di Rosario Romeo, quando sostiene, riprendendo la definizione della situazione e del gruppo dirigente, data da Stefano Jacini, che la dittatura del ceto il più colto e il più rivoluzionario ... ebbe un indubbio valore di progresso, non solo per le classi che l'esercitavano ma per l'intero paese .
VINCENZO PACIFICI
Commissione nazionale per la pubblicazione dei carteggi del conte di Cavour. CAMILLO CAVOUR, Epistolario, voi. III: (1844-1846), a cura di CABLO PISCHEDDA; Firenze, Leo S. Olschki, 1973, pp. VLU-487. L. 15.000; voi. IV: (1847), a cura di NARCISO NADA, Firenze, Leo S. Olschki, 1978, pp. VII-519. L. 15.000.
Con questi due volumi, la pubblicazione integrale dell'epistolario cavouriano giunge alle soglie dell'ingresso del conte nella lotta politica del Piemonte costituzionale. Sono comunque anni, nei quali la partecipazione di Cavour alla vita pubblica dello Stato subalpino si fa sempre più intensa e serrata, con un intreccio crescente e fecondo fra studio dei problemi ed iniziative concrete: dagli interessi preminenti per l'agricoltura, la riflessione e l'attività del futuro presidente del Consiglio del Regno d'Italia si allargano alle questioni generali di economia e di finanza, alle banche ed alle ferrovie, nell'ambito di una già abbastanza coerente visione delle linee di sviluppo necessarie al progresso civile del paese.
Sull'importanza di una pubblicazione del genere sarebbe superfluo soffermarsi. Bisogna pure riconoscere, tuttavia, che i due volumi in questione, magistralmente curati da Carlo Pischedda l'uno, da Narciso Nada l'altro, aggiungono ben poco materiale inedito che sia veramente rilevante per una migliore e più approfondita conoscenza del pensiero e dell'attività pratica, così poliedrica, del conte di Cavour. Salvo forse qualche eccezione, più facilmente individuabile dagli specialisti, in pratica tutte b lettere più significative qui pubblicate erano già state edite, sb pure non sempre in stesura integrale e corretta, in varie e ben note raccolte ed opere precedenti, fra le quali basterà ricordare: Franco Arese, Cavour e le strade ferrate (1839-1850), Milano, 1953; Camillo Cavour, Nouvelles lettres inèdite*, a cura di Amedeo Bert, Torino, 1889; Domenico Berti, Il conte di Cavour avanti U 1848, Roma, 1886; Luigi Chiala, Lettere edite ed inedite di Camillo Cavour, Torino, 1884-1886; William De b Rive, Le comte de Cavour. Rérits et souvenir*, Paris, 1862 (ed. V .T.,dÌ Carl Pbchedda' Milano* 960); Paul Guichonnet, Cavour agronomo e uomo di affari, Milano, H61; Mario Einaudi, Le jnme ferrovie piemontesi ed il conte di Cavour, in a Rivista di storia economica, a. , 1938, n. 1, pp. 1-38; Francesco Ruffini, La giovi