Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
anno <1979>   pagina <227>
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Libri e periodici 227
,1 fondamento del sistema agrario nel Veneto, l'autore esamina le forze del iZI SSS""!" P* ** --tà delle rese di frumento e mais, sulla
nel basso Friuli: in conclusione l'agricoltura regionale venne interessata, nei decenni post-unitari, da un moto di progresso non eccezionale, ma lineare e senza soluzioni di conti, unita. Vennero guadagnati ingenti territori (...). L'aratorio agricolo si dilatò ulteriormente (.). La sola a risentire in termini assoluti della congiuntura sfavorevole fu la risicoltura che, in effetti, segnò regressioni molto marcate (...). Quello che probabilmente mancò o difettò, quale risposta all'incalzare della crisi agraria fu l'introduzione generalizzata di nuove colture (...). Il sistema agrario veneto da qualsiasi parte lo si guardi era, dunque, riuscito ad accrescere la sua produttività globale. Ma tali surplus netti rispetto al periodo austriaco furono in grado di controbilanciare la pressione demografica nel frattempo inter­venuta? Questo è, invero, uno dei modi in cui ogni ricostruzione storica deve misurarsi (...). Il disagio del ceto rurale di fronte ad un sistema economico incapace di evolvere in sintonia con i ritmi biologici e, a nostro avviso, il mutamento intervenuto nella compo­sizione della popolazione per età - giovani più numerosi spiegano in buona misura l'emigrazione. Per il resto si dovrà dare importanza maggiore alla consapevolezza del con­tadino veneto di non riuscire, nella situazione data, a modificare il proprio destino in patria e, in terzo luogo, alle prospettive aperte dal mercato oceanico (pp. 68-71). L'ampia citazione di sintesi ci permette di guardare all'interno della società rurale degli anni della crisi, mentre sta avvenendo il declino dell'agricoltura arcaica che tuttavia nel vagantivo, nei diritti comunitari di pascolo, legnatico, spigolatura ecc. trova un elemento di difesa della popolazione miserabile e socialmente emarginata; i patti agrari ancorati ai modelli tradizionali, il permanere della mezzadria e del fitto a generi, la diffusione del medio e piccolo podere, il grande affitto ecc. non portano certo ad un miglioramento della condi­zione contadina, nell'ambito della quale sono da sottolineare la drammatica situazione del giornaliero, il diffondersi della pellagra ed infine l'emigrazione, che costituisce l'espressione più profonda del malessere rurale. A tale fenomeno lo Zalin dedica pagine assai vive ed efficaci, da un lato riesaminando il dibattito e le polemiche del tempo intorno a questo esodo in massa, studiando dall'altro il processo di trasformazione dell'agricoltura e indivi­duando infine le zone e le epoche dell'emigrazione rurale (oltre Alpe ed oltre Oceano), e discutendo infine le opinioni di pubblicisti e studiosi: Al di là di troppo schematici rilievi generali che hanno il torto di trascurare l'identità specifica delle singole zone di cui la Penisola è composta, il flusso delle migrazioni incessante e massiccio quanto non si riscontra in alcun luogo della restante Padana sono piuttosto da ricercarsi, come meglio vedremo, nella incapacità della regione a promuovere, oltre le solite, ben note eccezioni, un autentico processo di sviluppo capace di creare delle alternative redi all'agricoltura (p. 123). Difficile infatti risultava l'impatto della società agraria con le e economie esterne , in una congiuntura internazioiiale tutt'altro che favorevole, mentre la contrazione dei prezzi cerealicoli, l'introduzione della trebbiatrice, la mancanza da sviluppo mdustnale ren­devano sempre più pesante nel Veneto la condizione del mondo contadino ed anche della possidenza; i pochi esempi di riconversione fondiario-colturale (aziende modello; coltivazione del riso; rilevamento del bestiame, miglioramento delle rese ecc.) danno piuttosto la con-ferma dello stato di inerzia deU'agrieoltura. Ma cosa rappresentano questi sparutiesempi nel mare della piccola e media conduzione poderale arrancante da decenni entetainente, ohe-rata dalle tasse e dai debiti d'esercizio, impigliata dai patti agrari non f * J esigenze dell'ora, condizionata psicologicamente dall'ignoranza e J l'arco dell'alta pianura ed in misura minore anche LZneZe ustioni familiari che per la loro dimensione minima non riescono ad ottenere nemmeno ~Jd5io a pareggiare il conto delle bocche. In tale contesto parlare di