Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
anno <1979>   pagina <230>
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230 Libri e periodici
sistema avesse e quale ruolo avesse giocato noi decenni precedenti quel olito gruppo dirigente liberale autoctono (p. 21), che il Valerio avrebbe esautorato. Infine, attribuire al Valerio stesso una concezione [...] metafìsica ed etica dello Stato (p. 26), farne un precursore consapevole di teorie che avrebbero avuto manifestazione compiuta negli anni successivi, richiederebbe altra base documentaria, rispetto a quella che il Polveran offre. Un'ampia i4ppeiuKce riproduce, nella seconda parte del volume, i principali decreti
commissariali. ,
CABLO VERDUCCI
MARCO MINGHETW, Copialettere 1873-1876 a cura di MARIA PIA COCCOLI, prefazione di Umberto Marcelli (Biblioteca Scientifica, Serie II: Fonti, voli- LXVIII e UX); Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1978, 2 voli., pp. C-963. L. 20.000.
Trattandosi di un'edizione di fonti, non sorprenderà, né dispiacerà alla gentile cura­trice, che il primo e massimo elogio che viene alla bocca del lettore sia quello per l'indice dei nomi, una quarantina di pagine impeccabili nella forma e ricchissime nella sostanza, un autentico strumento di lavoro per la conoscenza del personale dirigente, politico ed am­ministrativo, nel periodo della Destra.
A ragion veduta abbiamo nominato l'amministrazione in quanto, a parte le bene­merite, ma tuttora insufficienti, ricerche sui prefetti, non si può dire che il resto del-Vestablishment sia stato indagato in forma adeguata al suo prestigio ed alla sua incidenza nella vita nazionale. Ciò si dice, naturalmente, per quegli uomini politici che sono stati anche, ed autorevolmente, burocrati, e la cui opera in quest'ultimo campo dovrebbe essere valutata e studiata con attenzione ai fini del migliore intendimento anche e soprattutto della politica in senso stretto. Esaminare, ad esempio, l'attività dell'ispettore generale reg­gente presso la direzione generale delle imposte dirette e del catasto Giovanni Gioiitti durante il triennio minghettiano (e, s'intende, prima e dopo di esso, fino all' '82) vuol dire definire il prologo in cielo di quello che sarebbe apparso subito uno dei più preparati e competenti deputati in materia finanziaria, e ciò, com'è chiaro, anche in relazione con i suoi colleghi e superiori, il direttore generale Pacini, in primo luogo, e poi Bennati alle gabelle, Lancia di Brolo al demanio, Picello ragioniere generale, Scotti al tesoro prima della costituzione in specifico dicastero. Terzi alle tasse sugli affari, tutti questi personaggi pres­soché sconosciuti che appaiono come gli autentici protagonisti del carteggio del Minghetti presidente del Consiglio e ministro delle Finanze, accanto, non lo si dimentichi, a quel­l'Alessandro Casalini che, come segretario generale, risulta assai più competente e tecnica­mente prezioso di quanto in seguito non sarebbe risultato sotto il profilo politico un qualsiasi sottosegretario di Stato.
E quel che s'è detto per Giolitti potrebbe ripetersi per numerosi altri uomini politici, Baccarini direttore generale delle opere idrauliche, Boseili docente di scienza della finanza all'università di Roma, Cavalletto ingegnere idraulico ed ispettore del genio civile, Bliena capo divisione all'Agricoltura, Ferrara direttore della scuola di commercio di Venezia, Gìor-gini ispettore generale alla regia dei tabacchi, Guarneri docente di procedura civile a Pa­lermo, Perazzi e Pisanelli consiglieri di Stato, Magnani, Perez e Michele Amari alla Corte dei Conti, Pironti procuratore generale a Napoli, Protonotari docente di economia politica a Roma e Saredo suo collega di procedura civile, Saracco delegato governativo nella so­cietà per la vendita dei beni demaniali, ed ancora Tabarrini e Torrigiani consiglieri di Stato, Tajani e Vacca procuratori generali, fino a Pasquale Valsecchi direttore generale delle strade ferrate, tutti nomi che noi ben conosciamo nella politica e nella pubblicistica, ma che andrebbero studiati neU'amministrazione e nella burocrazia, per rendersi conto del loro retroterra culturale e della loro autentica formazione tecnica.
Tanto più volentieri ci siamo soffermati sull'indice del nomi in quanto la prefazione, curata da par suo dal Marcelli, affronta in modo pressoché esauriente la tematica politica del carteggio minghettiano.
Lo statuto bolognese non nutriva opposizione di principio contro i suoi predecessori Lonza e Sella, ed anzi direi che il primo appare nel copialettere come una sorta di mentore