Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA FONDO PATETTA; RIBOLI TIMOTEO CA
anno <1979>   pagina <253>
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Vita dell'Istituto 253
UDINE. - Abbiamo il profondo dolore di annunciare la quasi contemporanea scom­parsa del presidente del Gomitato, Antonio Faleschini, e del presidente onorario, Angelo ile Benvenuti, entrambi attivi sostenitori del nostro Istituto ed amici carissimi di tanti di noi. La Presidenza rinnova l'espressione dei suo cordoglio alle famiglie e li ricorda con gli articoli apparsi sul Messaggero veneto.
a Antonio Faleschini è morto il 17 marzo, a 82 anni, all'ospedale di Gemona, dopo una breve degenza dovuta a un'affezione delle vie respiratorie. Maestro elementare in pen­sione, era popolarissimo in Friuli, quale studioso di storia locale, e in particolare uno dei più appressati conoscitori delle vicende risorgimentali della fortezza di Osoppo, del cui comune è stato pure sindaco.
Nonostante l'età aveva sopportato con grande spirito di sacrificio anche la dura prova del terremoto, che gli aveva distrutto la casa natale, costringendolo per mesi a vivere in una tenda, e, in seguito, in un prefabbricato. La notizia della sua scomparsa, avvenuta a soli quattro mesi di distanza da quella del fratello, il compianto presidente dell'Ai ,d.s. Giovanni Faleschini, si è subito diffusa tra i tantissimi amici suscitando una vasta eco di cordoglio.
Combattente della prima e della seconda guerra mondiale, Antonio Faleschini è stato insegnante elementare e nelle scuole professionali. Appassionato studioso, autore di oltre trecento pubblicazioni e socio di diversi atenei, accademie e istituti, ha dedicato la propria vita alle vicende del Friuli. In particolare, numerose sono state le sue relazioni all'Ateneo veneto, alla società filologica e all'Accademia di scienze, lettere e arti di Udine. La sua ultima presenza attiva è stata proprio un intervento all'assemblea della società filologica, domenica 4 mazzo. Nei suoi studi Faleschini si è dedicato soprattutto alla riscoperta degli ideali del Risorgimento. Ricercatore di ogni memoria storica, valorizzai ore della fortezza di Osoppo, delle sue vicende, dei suoi documenti, è stato una preziosa fonte per studiosi e laureandi. Dopo il terremoto, rimasto senza casa, ha vissuto a lungo come si è detto -in condizioni anche precarie pur di non lasciare la gente di Osoppo.
Antonio Faleschini sarà sepolto nella fortezza che, anche grazie alla sua appassionata attività di studioso, è diventata il simbolo di Osoppo e i suoi scritti saranno raccolti nella biblioteca comunale che gli sarà dedicata. Sarà questo l'omaggio dell'amministrazione comunale osovana al suo popolare concittadino, di cui ieri si sono celebrati i funerali.
La cerimonia è incominciata con la messa, concelebrata dall'arciprete, don Massimi­liano Zanandrea, e dal coadiutore, don Dino Pezzetta, nei locali del centro sociale. All'ome­lia don Zanandrea ha ricordato la figura dello scomparso, del quale ha sottolineato l'attac­camento alla sua terra e la preoccupazione che Osoppo potesse perdere dopo il terremoto la sua identità e le sue tradizioni.
Al termine del rito il sindaco, ingegner Trombetta, ha parlato della proposta del consiglio comunale (presente al completo alla cerimonia) di tumulare Faleschini nella for­tezza e di dedicargli la biblioteca, dove presto si cercherà di raccogliere le sue opere. Ottavio Valerio, legato da amicizia ad Antonio Faleschini e al fratello Giovanni (scomparso qualche mese fa), ha espresso a sua volta apprezzamento per la decisione del consiglio.
Si è formato poi il corteo che, a piedi, ha raggiunto il cimitero, all'ombra della for­tezza, dove Antonio Faleschini è stato sepolto, per ora, accanto al fratello Giovanni .
Il 26 marzo è morto a Udine il professor Angelo de Benvenuti, nota figura di stu­dioso, per lunghi anni insegnante di lettere all'istituto Valussi e alla scuola di avviamento di Cividale. Nato nel giugno del 1895 a Zara, si era trasferito nella nostra città nel dopo­guerra appassionandosi subito al Friuli e alla sua storia; ai castelli friulani il prof. Benve­nuti ha dedicato una delle sue pubblicazioni più apprezzate.
In quiescenza dal 1964, en presidente onorario del nostro Comitato per il quale ha attivamente operato per anni. Per i molti che lo hanno conosciuto, lo scomparso è stato un ottimo amico, un uomo di grande sensibilità e di nobili ideali, che si è sempre battuto per Fitalianità della sua Zara, cui ha dedicato una tt storia " meticolosa e documentata.
Gli studi giovanili di Graz e di Vienna lo avevano stimolato a percorrere le strade delle ricerche etniche e della saggistica; lo ricordano i frequentatori della Biblioteca comu-