Rassegna storica del Risorgimento

LONGOBARDI STORIA; SCLOPIS DI SALERANO FEDERIGO PAOLO; STORIOGR
anno <1979>   pagina <260>
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Laura Moscati
visione intellettuale.7) Così la partecipazione dello Sclopis al dibattito non venne quasi mai ricordata, proprio perché la posizione dello storico subalpino sembrava eterodossa rispetto alle tesi largamente dominanti. Eppure, nei vari scritti che Federico Sclopis ha dedicato all'Alto Medioevo ed in particolare alla età longobarda, molti elementi avrebbero dovuto essere tenuti in considerazione, proprio al fine di ricostruire quella visione del periodo barbarico che la pole­mica manzoniana per ragioni ideologico-politiche sembrava alterare.
L'interesse dello Sclopis per il mondo longobardo non si esaurisce in una sola opera, perché nel corso della sua produzione storica egli ritorna varie volte sull'argomento. Procedendo dunque a un esame diacronico, ricordiamo che nel 1827 egli si avvicina al problema con la lezione, tenuta pubblicamente l'8 feb­braio all'Accademia delle Scienze di Torino, De* Longobardi in Italia, in cui cerca di rintracciare l'origine degli ordinamenti pubblici e privati a lui contem­poranei proprio nell'oscurità più fitta .8) L'esame della storia dei Longobardi doveva comprendere tre lezioni, in cui lo Sclopis si proponeva di esaminare alcuni punti per lui maggiormente interessanti: gli ordinamenti pubblici, le leggi, la religione e i costumi. Il programma non venne portato a termine perché l'Autore, interrotto da studi diversi ,9) pubblicò soltanto la prima lezione.
Da quest'opera si può già notare che lo Sclopis non vuole inserirsi diretta­mente nella polemica riaccesa dal Discorso del Manzoni, perché, come egli stesso afferma in una materia incerta meglio amiamo il dir poco che il dir troppo ;10) preferisce studiare invece gli ordinamenti pubblici dei Longobardi, prima con una trattazione sistematica degli avvenimenti del regno, poi cercando di chia­rirne la struttura sociale, attraverso l'esame dei compiti e delle prerogative di ogni gruppo componente. Lo Sclopis sostiene che la divisione della storia longo­barda in due fasi, peraltro a suo giudizio poco osservata dagli scrittori che si sono occupati del periodo, rappresenta un progressivo evolversi dalla primitiva barbarie fino all'incivilimento, attestato dall'emanazione delle leggi e dalla con­versione al cristianesimo.
È interessante notare come lo storico subalpino, per quanto riguarda il concetto di barbarie, sia influenzato da suggestioni della cultura francese. Se­guendo, infatti, le opinioni del De Maistre e del Constant, U) lo Sclopis, benché
7) Cfr. a proposito di questo indirizzo neoghibellino , B. CROCE, Storia della sto­riografia cit., pp. 161-177; e inoltre le acute osservazioni di G. FALCO, La questione longo­barda cit., pp. 24-25, che minimizza il oc netto confine esistente con la scuola e neoguelfa .
9 Cfr. F. SCLOPIS, De7 Longobardi in Italia, Torino, 1829, p. 3. La Lezione fu pub­blicata prima in Memorie dell7Accademia delle Scienze di Torino, a. 33 (1829), e poi come estratto a parte (pp. 1-50): traggo le citazioni della Lezione dall'estratto.
9) Cfr. F. SCLOPIS, Lettera al direttore dell'Antologia intorno alle istituzioni longo­bardiche, in Antologia, a. 40 (1830), fase. 118, p. 89. Gli studi intrapresi nel frattempo, a cui accenna lo storico, riguardavano alcuni rappresentanti dei Savoia quali Bona, moglie di Galeazzo Maria Sforza, e Tommaso I, conte di Savoia: su di essi cfr. Vopera cinquan­tenaria cit., p. 378.
10) F. SCLOPIS, De* Longobardi cit., p. 14.
In Cfr. al riguardo J. DE MAISTHE, Les soirées de Samt-Pétersbourg, voi. I, Parigi, 1821, pp. 108-114. Per l'influenza del pensiero di Vico sul De Maistre cfr. E. GIANTURCO, Joseph de Maistre and Giambattista Vico; Italian Roots of DB Maistre's Politicai Culture, New York, 1937.
Cfr. inoltre B. CONSTANT, De la réligion considérée dans sa source, sa forme et ses dévéloppemens, voi. I, Parigi, 1824, cap. Vili.