Rassegna storica del Risorgimento

LONGOBARDI STORIA; SCLOPIS DI SALERANO FEDERIGO PAOLO; STORIOGR
anno <1979>   pagina <268>
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Laura Moscati
dei manoscritti, accuratamente divisi per classi e categorie, secondo l'utilizzazione fattane dal Bandi nella sua opera e nelle appendici di essa.61'
In questo saggio lo Sclopis individua anche un progressivo mutamento nel contenuto delle leggi emanate dai vari re: il carattere prettamente germanistico dell'Editto di Rotari viene lentamente ad attenuarsi sotto i successori fino ad amalgamarsi con maggiori elementi di diritto romano sotto Liutprando.
Tali riflessioni dello Sclopis sulla progressiva penetrazione del diritto ro­mano nella legislazione longobarda non derivano peraltro da una considerazione della cultura barbarica come qualcosa di immoto, in cui la tradizione romana si inserisca per poi trionfare. Lo Sclopis supera questa visione storiografica risor­gimentale evidenziando quanto nuovo e vitale sia il risultato dell'incontro di tra­dizioni giuridiche diverse.
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L'analisi delle fonti utilizzate dallo Sclopis appare condizionante per una definizione del quadro storico e culturale che egli si trovò o si pose dinnanzi, a premessa dello studio da condurre Bulla storia dei Longobardi.
Lo stesso Sclopis evidenzia quali fonti documentarie e letterarie ha utiliz­zato. Tra quelle documentarie include i cronisti contemporanei e di poco poste­riori ai Longobardi, gli scarsi documenti rimasti e il corpo delle leggi da essi emanato. Per quanto riguarda le fonti letterarie, egli fa una distinzione fra gli autori che accennarono di sfuggita a quel popolo per il diverso intento delle loro opere e gli storici che dedicarono ampi spazi nei loro studi ai Longo­bardi e ne raccolsero ... le memorie e le illustrarono . *3
Tra gli autori non direttamente impegnati nel problema, lo Sclopis anno­vera ovviamente il Machiavelli, il Maffei e il Gibbon; tra anelli che a lungo trattarono la questione longobarda il Sigonio, il Muratori, il Giannone e il Fumagalli. Egli afferma inoltre che esistono molte pergamene riguardanti i Longobardi negli archivi delle varie città d'Italia, ma esse sono atti privati e per la massima parte estranee ad ogni oggetto pubblico, e però poco giovano alla storia .63) Con queste considerazioni lo Sclopis dimostra evidentemente di rendersi scarso conto dell'importanza degli atti privati nella ricostruzione della storia di un popolo, proprio quando la scarsezza dei dati forniti dalle fonti rende difficile una visione organica delle strutture sociali ed economiche. Ciò probabil­mente perché lo Sclopis, giurista sensibile ai problemi amministrativi e legisla­tivi, è più storico dello Stato che della società. Talvolta sembra attratto dai problemi socio-economici,64' ma, pur avvertendone in teoria l'importanza, gli sfuggono i mezzi pratici su cui basare una ricostruzione storica di tal genere.
Lo Sclopis, tuttavia, non si limita alla consultazione delle opere da lui stesso elencate, ma ne utilizza molte altre, che denotano la vasta formazione
) CJEr. F. SCLOPIS, Les Lois cit., pp. 9-19, 22-24.
62) F. SCLOPIS, De* Longobardi cit., p. 12: l'esame delle fonti verrà prevalentemente condotto su quest'opera per il suo maggiore apparato crìtico.
63) Ivi, p. 13, nota a.
iff) Il suo interesse verso le questioni economiche si rileva in particolare nelle Notizie della vita e degli studi del conte Luigi dorano, in Atti della R, Accademia delle Scienze di Tonno, a. 5 (1870), p. 73, in cui, nell'ammirare l'opera dello studioso (La economia poli­tica nel Medio Evo, Torino, 1839), si sofferma sul rapporto tra il valore nominale e quello reale delle monete e sul potere d'acquisto di esse nell'epoca medievale rispetto a quella a lui contemporanea.