Rassegna storica del Risorgimento
LONGOBARDI STORIA; SCLOPIS DI SALERANO FEDERIGO PAOLO; STORIOGR
anno
<
1979
>
pagina
<
273
>
Federico Sclopis storico dei Longobardi
Occorre a questo punto considerare per quali vie lo Sclopis si avvicini alla cultura settecentesca; e si può dire che essa appare in lui filtrata attraverso il pensiero storico subalpino della seconda metà dei Settecento, tra i cui rappresentanti vi era anche Prospero Balbo, che sappiamo in stretta amicizia con lui.88' Benché si debba considerare eccessiva la posizione del Calcaterra, che ha studiato in particolare questo periodo seguendo un'interpretazione influenzata dall'ideo* logia del suo tempo 89> e ritrovando nell'attività riformistica piemontese anteriore alla Rivoluzione francese la radice del patriottismo risorgimentale, non si può disconoscere la reale importanza di tale cultura prenapoleonica: il caso presente ne costituisce un esempio limitato ma non privo di significato.
Secondo, dunque, il pensiero piemontese precedente allo Sclopis, la storia dei secoli passati è da ricostruire attraverso una critica fondata sui documenti inediti e sulla migliore interpretazione di quelli conosciuti. Perciò viene esaltato il Muratori, anche se nel contempo è avvertita l'esigenza di una stòria non solamente erudita, perché troppo arida. Sempre seguendo il Muratori, si vede nel Medioevo un punto costante di interesse, come un passaggio obbligato che non si può ignorare.90*
Il giovane Sclopis conosce bene questa corrente storiografica: nelle sue opere si notano, infatti, citazioni delle Bibliografie piemontesi del Tenivelli, delle opere sul Piemonte cisalpino e traspadano del Durandi ed in particolare delle Rivoluzioni oVItalia del Denina.91) Da questi scrittori lo Sclopis sembra trarre, per certi aspetti, una conferma della validità di quelle sue impostazioni metodiche e di quei suoi interessi scientifici che tanto lo legavano al mondo settecentesco.
Una conferma del suo distacco dalle tendenze della storiografia a lui coeva, che si andava lentamente sviluppando in Piemonte, viene indirettamente da una lettera di Carlo Botta allo Sclopis del 1833, nella quale si dice esplicitamente: Io stimo più una linea sola del Macchiavello che tutte le gallozzole della scuola storica moderna. Ella è Signor mio, lontanissimo da questa peste e con me medesimo mi rallegro nel trovar un appoggio al mio pensiero in chi tanto studiò e tanto sa >. **)
Passando a considerare l'ambiente, il confronto con il Manzoni mostra da un lato la piena sensibilità dello Sclopis nei riguardi dello scrittore lombardo, dall'altro, tuttavia, la sua riluttanza a limitare il problema a un puro dibattito culturale. Non v'è dubbio che, alle origini di un così diverso atteggiamento, sta la collocazione regionale dello Sclopis, per la particolare situazione politica del
88) Cfr. E. PASSERIN D'ENTRÈVES, La giovinezza di Cesare Balbo, Firenze, 1940, p. 7; dello Sclopis in particolare le Notizie della vita del conte Prospero Balbo, in Atti della R. Accademia delle Scienze di Torino, a. 9 (1874), pp. 120-158.
89) c. CALCATERRA, Il nostro imminente Risorgimento cit.
9) Ivi, pp. 121-179: in particolare sugli studi storici degli aderenti alla Sampaolina e alla Filopatria.
91) Cfr. C. TENIVELLI, Biografia piemontese, 5 voli., Torino, 1784-1792; J. DURANDI, Ti Piemonte Cispadano antico..., Torino, 1774; Io., Notizia dell'antico Piemonte Traspadano, Torino, 1803; C. DENINA, Delle Rivoluzioni cit.
92) ACCADEMIA DELLE SCIENZE DI TORINO: Archivio Sclopis, ms. n. 24836. Sul pensiero storiografico del Botta nel contesto politico tra illuminiamo e Restaurazione cfr. V. MATURI, Interpretazioni del Risorgimento, Torino, 1962, pp. 36-91; e G. TALAMO in Dizionario Biografico degli Italiani, voi. XIII, Roma, 1971, s.v.
273