Rassegna storica del Risorgimento
LONGOBARDI STORIA; SCLOPIS DI SALERANO FEDERIGO PAOLO; STORIOGR
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1979
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Laura Moscati
Piemonte di allora rispetto alle altre regioni d'Italia ed alla Lombardia in particolare. 93>
Bisogna ricordare, innanzi tutto, che lo Sclopis è il primo ad affrontare il problema longobardo nella quieta sonnolenza del Piemonte di Carlo Felice, privo di fascino e di vitalità , **> dove gli intellettuali si esprimono a lungo attraverso la filtrazione del pensiero lombardo, prima di trovare un autonomo ed originale livello di partecipazione alle vicende del moto culturale in Italia.
Per mettere in rilievo l'interesse dello Sclopis verso il mondo longobardo ancor prima della Lezione del 1827, occorre esaminare una sua lettera a Cesare Balbo,95) di cui conviene riportare le parti essenziali: ... una persona con la quale io ebbi comuni gli studi, da assai tempo lavorò intorno alla storia de' Longobardi e si propose di discutere alcune lezioni, nelle quali si raccogliessero i principali caratteri di quel popolo ma non ridusse a certo compimento che la prima parte del lavoro... La recente pubblicazione di certo libro del Cavalier Tamassia sopra la storia del regno de' Goti e de' Longobardi in Italia, gli rammentò la fatica già collocata in non dissimile materia .
La lettera è senza data, ma dal contesto appare scritta subito dopo la pubblicazione dell'opera del Tamassia del 1825. Se, come risulta evidente, lo Sclopis parlando di un anonimo amico intende coprire se stesso, la Lezione sui Longobardi deve essere stata redatta in una data antecedente alla lettura pubblica.
La collocazione regionale ed il riformismo legalitario dello Sclopis influiscono sulla diversa impronta che lo storico piemontese e lo scrittore lombardo danno alle loro opere. H Manzoni, pur costruendo un astratto giuoco intellettuale , arriva mediante il suo nazionalismo patriottico a dare un'impronta realistica al Discorso. Diverso è il sentimento nazionale dello Sclopis, benché l'Erba,98* voglia vedere già nello storico dei Longobardi un pathos risorgimentale. Il suo nazionalismo è, infatti, lontano dal retorico richiamo dia grandezza passata affermata dai Romantici, mentre si avvicina alla esigenza illuministica di far corrispondere un discorso ideale alle strutture sociali ed istituzionali. "* Esso consiste piuttosto in un rimpianto per la mancata unificazione dell'Italia da parte dei Longobardi, rovesciati dalla venuta dei Franchi, che furono i portatori effettivi di quel particolarismo destinato nei secoli a caratterizzare la vita politica e sociale della penisola e che invece il Manzoni aveva rivalutato in contrapposizione ai Longobardi.
Che in questo consista il vero distacco dal Manzoni, è testimonato da Carlo
") Sulla situazione politico-culturale del Piemonte dal 1821 al 1830 cfr. L. BUL-FEBETTI. La Restaurazione (1815-1830), in Storia d'Italia, a cura di N. VALERI, 2' ed., voL III, Torino, 1968, pp. 516-527.
*> Cfr. R. ROMEO, Cavour e il suo tempo (1810-1842), Bari, 1977, p. 120.
95) ACCADEMIA DELLE SCIENZE DI TORINO: Archivio Sclopis, ras. n. 24614.
G. TAMASSIA, Storia del regno dei Goti e dei Longobardi in Italia, Bergamo, 1825-1826.
") G. FALCO, La questione longobarda cit., p. 21.
98> A. ERBA, L'azione politica cit., p. 59.
"> Per evidenziare l'interesse dello Sclopis a una storia fattuale come base di un discorso teorico, si ricordino le sue parole: a Ma si potrebbe rispondere che altro è il tessere una storia, altro il ragionar sulla storia; che i fatti sono i soli testimoni della schietta verità; che lo spingersi in soverchie deduzioni falsa sovente la vista dell'autore e de* lettori e che qui si applica non meno bene che nelle scuole filosofiche, l'adagio cave a consequen* tiariis (Cfr. F. SCLOPIS, Notizie della vita e degli studi del conte Luigi (librario cit., p. 71).