Rassegna storica del Risorgimento

GREGORIO XVI PAPA (BARTOLOMEO ALBERTO CAPPELLARI)
anno <1979>   pagina <278>
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Alberto M. Ghisalberti
Gioacchino Belli aveva annunciato ne L'apertura der Concrave, senza preoccu­pazioni di politica, ma con l'ironico scetticismo del popolo romano:
Senti, senti, Castello come spara! senti Motitescitorio come sona! E' ssegno ch'è finita sta caggnara, e'r Papa novo ggià sbenedizziona.
Non c'era da farsi illusioni, però :
... doppo tre o cquattro siltimane, sur fa* de tutti l'antri Santi Padri, diventerà, Ddio me perdoni, un cane.2)
In realtà, colui che si autodefiniva all'ambasciatore di Francia de Sainte-Aulaire un povero frate poco informato di politica, non meritava all'inizio del suo pontificato, né quel prologo di un quindicennio di satira belliana, né la spietata invettiva tommaseiana. Della quale il successore di Gregorio XVI non doveva avere alcuna notizia, a giudicare dalla commossa descrizione dell'udienza della fine di settembre del 1847 inviata da Niccolò al suo Gino. Fuor della mia spe­ranza e del merito ho parlato a Pio IX... Mi raccomandò di dire parole di mode­razione, come ho sempre fatto... . Papa Mastai, decisamente, non doveva essere sempre bene informato.
Il Nunzio a Parigi, mons. Garibaldi, non aveva mancato di fare il suo dovere appena saputo dell'uscita dell'opera, dandone notizia al Segretario di Stato Bernetti, il 4 settembre 1835, sia pure con qualche incertezza:
Come chi la stampò, così è sconosciuto chi la scrisse: mi si è però parlato, ma vaga­mente, come autore della med.a di certo Tommaseo, di cui peraltro s'ignorerebbe la patria. Del resto una tal opera mi si è annunziata come pessima in religione e in politica. Me ne sono procurato un esemplare, che col cor.e d'oggi trasmetto sotto banda all'È.V. Rma, diviso com'è in due tomi. Ho dato rapidamente un'occhiata ad alcuni capitoli, ed ho rilevato che vi si vilipendono tutti i Sovrani d'Italia, ed il Papa in modo speciale: ai vorrebbe in sostanza che la S. Sua rinunziasse ai suoi Domini temporali e si mettesse alla testa dei movimenti rivoluzionari che affliggono l'Europa. Si parla in detta opera a lungo e in più luoghi di Religione: si vorrebbe la Cattolica, ma cambiando o distruggendo in molti e gravissimi punti la disciplina e le leggi ecclesiastiche.
Il Bernetti rispose il 1 ottobre:
Benché questa iniqua produzione non tocchi apertamente la Francia, malmena però il Sommo Pontefice, i Sovrani d'Italia, e tendendo ad introdurre cambiamenti alla costi­tuzione o disciplina della Chiesa, sembra dover interessare cotesto Governo onde munito delle nuove leggi sulla stampa, non lasci uscire alla luce liberamente libri rivoluzionari, faziosi e sovversivi.4*
2> GIUSEPPE GIOACCHINO BELLI, / sonetti, a cura di GIORGIO VICOLO, Milano, Mon­dadori, 1953, voi. I, p. 149.
3> TOMMASEO-CAPPONI, Carteggio cit., voi. II, pp. 529, 532-533. *) Archivio Segreto Vaticano, Rubrica 248 (Parigi).