Rassegna storica del Risorgimento

GREGORIO XVI PAPA (BARTOLOMEO ALBERTO CAPPELLARI)
anno <1979>   pagina <282>
immagine non disponibile

282
Alberto M. Ghisalberti
tra quel maggiore cenobio e il più modesto di San Romualdo, nella farmacia Ricci, dove si conservò per molti anni il seggiolone attorno al quale si accesero discussioni interessanti con dotti che si chiamavano Cancellieri, Fea, Mario timi, Missirmi, Nibby, Scarpellini, il suo club, come forBe fra* Mauro stesso lo desi­gnava scherzosamente.
Il successore di Pio VII affidò a questo religioso di vasta cultura l'incarico di visitatore apostolico delle altre quattro Università dello Stato, Perugia, Came­rino, Macerata e Fermo. E sarà Leone XII a crearlo cardinale: riservato in pectore nel concistoro del 25 marzo 1825, lo proclamò il 13 marzo del '26, con il titolo di San Calisto e chiamandolo a succedere al defunto Consalvi nella prefettura della Congregazione di Propaganda Fide. E papa Della Genga non esitò a pronunciare del neo porporato, affermerà il Wiseman, un elogio quale fu pronunziato rare volte in concistoro . u>
Anche se non potè, in realtà, veder passare dal Quirinale a San Pietro la salma di Leone XII, tritticanno la testa sur cuscino ,13} perché colui che aveva voluto, forse, rendere in qualche modo giustizia al cardinale Cappellari, morì in Vaticano e non a Montecavallo, si può essere certi che tra le più fervide pre­ghiere offerte al Signore per l'anima di papa Della Genga saranno state quelle del suo beneficato. Non fu certo tra coloro che si compiacquero di satireggiare il papa dei cancelletti , a cui, tra l'altro, la musa popolare rimproverava (e non era la più feroce):
Tre dispetti ci festi, o Padre Santo: accettare il Papato, viver tanto, , morir di carneval per esser pianto. **)
Massimo d'Azeglio, tornato a Roma per smontar casa e, finalmente rinsavito, dire addio per sempre , non senza qualche momento di dubbio, a colei che aveva preferito nn duca a lui pittore, confessava : Il mio cuore era un mucchio di ceneri, e cenere rimase. Passata la prima vertigine, me ne accorsi, e le risolu­zioni prese rimasero incrollate . La vertigine fu dura a sparire, veramente, ma, alla fine sparì. L'aiutò, forse, anche il fatto di capitare a Roma nell'allegra con­fusione della sede vacante . Nell'urbe, tutto, allora, era spettacolo e anche gli affanni di cuore potevano trarne vantaggio. Si trovò addirittura accanto a Pio VIII
quando lo portarono su per le scalere di San Pietro in sedia gestatoria, coi flabelli, e tutte quelle pompe bizantine che alla gente spassionata sembrano fare a pugni col servus servo-
H) Ved. D. FEDERICI, op. cit., pp. 78, e dello stesso, Gregorio XVI, papa umanista, in Gregorio XVI. Miscellanea ecc. cit., pp. 153-183.
12) N, P. WISEMAN, op. cit., p. 271. Avrebbe tra l'altro affermato che d'ora in poi sarebbero stati prescelti a principi della Chiesa solamente quegli ecclesiastici che lo avranno meritato per l'eccellenza della loro vita e della loro scienza, C. SYLVAIN, op. cit., p. 21.
13) G. G. BELLI, I sonetti cit., voi. I, p. 418.
14> EMILIO DEL CEREO, i?oroa che ride. Settantanni di satira (1801-1870), Roma, Casa editrice nazionale Roux e Viarengo, 1904, p. 201. La terzina circolò anche come quartina, con piccole varianti, ce Tre danni ci facesti, o Padre Santo: Primo accettare il manto E poi di campar tanto, Morir di carneval per esser pianto , MASSIMO D'AZEGLIO, I miei ricordi, a cura di A. M. GHISALBERTI, Torino, Einaudi, 1971, p. 351, che non esita a parlare di ce incredibile gioia de* fedelissimi Romani per la morte di Leone XII-