Rassegna storica del Risorgimento
GREGORIO XVI PAPA (BARTOLOMEO ALBERTO CAPPELLARI)
anno
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1979
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284
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Alberto M. Ghisalberti
euteur dea hau-tes oeuvres de l'Autriche au conclave e che, secondo il Dardano, molti accasavano di fede greca... a7>
Ad ogni modo, colui che aveva raggiunto 18 voti allo scrutinio e 4 all'accessit non sali allora sul trono di Pietro, ma quando andò a prosternarsi ai piedi del nuovo Papa per offrirgli omaggio e obbedienza, è fama che Pio Vili gli dicesse: Non noi ma voi dovevate essere l'eletto.18J
Il nuovo conclave si aprì la sera del 14 dicembre 1830, in un clima di inquie-titudine politica, che fece stare in dubbio sulla effettuazione della consueta processione dei cardinali dalla Chiesa di San Silvestro al palazzo del Quirinale, e quel clima perdurò per tutti i cinquanta giorni del suo svolgimento, che, a parte i contrasti interni, coglieva il rumore di botti esterni e veniva a conoscenza di ultimatum popolareschi perché l'elezione non si protraesse oltre una certa data.tó> E si ebbe pure (9 gennaio) il dramma del veto spagnolo contro il cardinale Giustiniani, reo, quand'era nunzio a Madrid, di avere ostacolato la politica religiosa di quel governo, favorendo l'istituzione d'una gerarchia ecclesiastica autonoma nelle colonie d'America ribellatesi.20) Escluso Giustiniani, che aveva raggiunto 21 voti e preso atto con commossa dignità dell'esclusiva a suo danno (ma l'il il Carafa scrìveva a Napoli: È a letto con febbre), superate altre
H) CHATEAUBRIAND, Mémoìres d'outre-tombe, Novelle cdition revue et annotée par Pierre Moreau, Paris, Garnier Frères, 1947, t. V, p. 91. In quella stessa lettera del 17 febbraio indicava nel Cappellari uno dei quattro papabili, insieme con il Pacca, il De Gregorio e il Giusti. Lo considerava homme docte et capable , che, però, rischiava di non essere accettato dai cardinali cornine trop jeune, comnie moine et comme étranger aux affaires du monde . Lo dice austriaco , ma pensiamo non nel senso di una dipendenza politica, anticipando un errore del Cantù, al quale Gregorio XVI darà, più tardi, una garbata lezione. Lo riconosceva ostinato e ardente nelle sue opinioni religiose, ma, consultato da Leone XII, non aveva trovato nulla che potesse giustificare reclami dei vescovi francesi sulle ordinanze di Carlo X. Non solo, ma lo approvava per il concordato con i Paesi Bassi che non tutti in Curia avevano apprezzato e per aver consigliato di concedere l'istituzione canonica ai vescovi delle neonate repubbliche spagnole d'America. Una condotta ehe rivelava uno spirito ragionevole, conciliante e moderato, quale risultava da una recente conversazione dell'autore di René con il cardinale Bernetti, CHATEAUBRIAND, op. cit., pp. 89-90.
**) D. FEDERICI, Gregorio XVI cit., p. 87; C. SYLVAIN, op. cit., p. 26, che erra nel numero dei voti riportati dal Cappellari.
19) Sul Conclave ved. Diario del Principe don Agostino Chigi dal 1830 ai 1855, preceduto da un saggio di curiosità storiche, raccolte da Cesare Franceschetti, intorno la vita e la società romana del primo trentennio del secolo XIX, Tolentino, Stabilimento tipografico Fratelli Filelfo, 1906, voi. I, pp. 79-82. Non felice edizione in due volumi di questo diario veramente importante (il principe Chigi era Maresciallo del Conclave), purtroppo non migliorata nella ristampa di Milano (H tempo del Papa-Re), a. Il Borghese , 1966. Ottima base restano DARDANQ, Diario cit., pp. 73-90, ripreso in D. SILVAGNI, op. cit., voi. Ili, pp. 312-336; C. SYLVAIN, op. cit., pp. 29-33; JEAN LEFLON, La crise révolutìonnaire, 1789-1846 (voi. XX, Histoire de VÉglise), 1951, p. 428.
2) Ved. le lettere del card. Bivarola, in NINO OXILIA, Tre Conclavi, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XX (1933), pp. 578-584, e quelle dell'inviato di Napoli Luigi Carafa al suo governo, in EUGENIO CIPOLLETTA, Memorie politiche dei Conclavi da Pio VII a Pio IX, Milano, Legros e Marabini, 1868, pp. 180-214, e, per la storia interna del conclave, NICOMEOE BIANCHI, Storia documentata della diplomazia europea in Italia dall'anno 1814 all'anno 1861, Torino, Unione Tipografico editrice, 1867, pp. 34-42, che si serve di un interessanlissimo dispaccio del rappresentante sardo, Crosa, al suo governo. Ved. A. M. GHISALBERTI, Gregorio XVI da Roma a Loreto, in Strenna dei Romanisti, Natale di Roma, 1979, Staderini Editore, pp. 277-291.