Rassegna storica del Risorgimento
GREGORIO XVI PAPA (BARTOLOMEO ALBERTO CAPPELLARI)
anno
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1979
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285
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<c ET Papa novo
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incertezze divenne pontefice il Cappellari (che era stato ben più di Giustiniani consigliere di Leone XII dell'atto che aveva procurato il veto) con 32 voti su 41 votanti, contro ogni suo desiderio, in obbedienza a quanto gli ordinava il cardinale Zurla, generale dell'ordine e suo confessore, assumendo il nome di Gregorio XVI, in ricordo del convento di cui era stato superiore e del grande santo che l'aveva abitato, ma forse come ritiene lo Schmidlin, anche per riconoscersi seguace di Gregorio VII campione medievale della libertà della Chiesa. Era il 2 febbraio, festa della Purificazione, particolarmente gradita ad un devoto com'era del culto mariano.
Il cardinale Albani, come sappiamo, lancia spezzata di Vienna, e il suo collega Gaysruck avevano avuto l'incarico di sostenere gli interessi austriaci, bloccando la riuscita di un candidato non gradito. H Metternich s'affrettava ad assicurare il Liitzow, dieci giorni dopo l'elezione, che nessuna scelta avrebbe potuto essere più gradita di quella del Cappellari al loro augusto Signore. Anche se tutto testimoniava che, sia per doveroso rispetto per la libertà del voto, sia per la fiducia nella saggezza del conclave, la corte di Vienna si era astenuta scrupolosamente da ogni manifestazione di una qualsiasi preferenza personale, le nom de Cappellari se trouvait néanmoins au fond de nos espérances et de nos voeux . Bene inteso, non perché Gregorio XVI apparteneva all'Austria per la sua nascita:
un Sommo Pontefice come egli sa perfettamente e noi siamo troppo giusti per desiderare che egli non lo dimentichi mai come principe temporale deve il suo affetto prima al suo popolo, e, come capo della Chiesa, di qualunque nazione siano i suoi fedeli sono tutti tutti suoi figli... 22)
Dichiarazione impeccabile in uno stile perfetto, ma il ringraziamento al Liitzow e la lettera che pregava quest'ultimo di far pervenire all'Albani, ci consentono di pensare che a Vienna non si era dormito. Quell'accenno all'appartenenza all'Austria per la sua nascita, sia pure espresso in modo negativo, non era necessario. Tanto più che Gregorio XVI non ci teneva affatto. Non dimentichiamoci quanto racconta Cantù, al quale era molto legato: Minacciato dalla rivoluzione ne' possessi che gli erano stati affidati, cercò difesa dall'Austria, ma a questa era tutt'altro che ligio, e avendogli io detto incidentemente che io appartenevo al Lombardo-Veneto come lui, Io rispose nacqui veneto, suddito solo della Serenissima Repubblica .n)
ALBERTO M. GHISALBERTI
21) MémoireSf documenta et écrlts divora laiasés par le Prìnce de Metternich chancellier de cour et d'état..., Paris, Plon, 1882, t. V, pp. 149-150.
22) CESARE CANTÙ, Della indipendenza italiana, Cronistoria, Torino, Unione Tipografica Editoriale Torinese, 1873, voi. II, p. 601. Ci sembra più autentica la versione dialettale. Mi come omo ero sudito de la Serenissima e come Papa son sudito de nisun , riportata da D. FEDERICI, Gregorio XVI tra favola e realtà cit., p. 76.