Rassegna storica del Risorgimento

COSTITUZIONI REGNO DELLE DUE SICILIE 1860; TERRA D'OTRANTO STOR
anno <1979>   pagina <289>
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In Terra d'Otranto dopo il 25 giugno 1860 289
obliando il debito di gratitudine e di onesto cittadino procurasse di far che sia anche in menoma parte turbata la tranquillità e lo stato normale.20)
Ma al di là dei rapporti, indubbiamente deformati e stereotipati, delle auto­rità locali sulle reazioni che accompagnarono in Terra d'Otranto la notizia e l'applicazione dei principii costituzionali, è certo che l'atteggiamento immediato all'interno dello schieramento liberale fu quello dell'indifferenza e della per­plessità; preoccupazione ed aperta ostilità manifestarono, d'altra parte, gli ele­menti borbonici e clericali più intransigenti e, pertanto, decisi fautori della continuazione della linea politica assolutistica inaugurata dal regime ferdinan-deo. E, del resto, tali reazioni sono riscontrabili anche in Calabria,21) il che confermerebbe un atteggiamento uniforme per tutto il Mezzogiorno continentale.
A favorire tale atteggiamento nello schieramento liberale di Terra d'Otranto non poco contribuì la propaganda svolta nella clandestinità22) e dall'esilio da quegli elementi, moderati e radicali, che avevano orientato e diretto i moti quarantotteschi nella provincia; e questi, attraverso rapporti epistolari con fami­liari ed amici,23) alimentavano una costante opposizione alla spergiura > mo­narchia borbonica.
A conferma di quanto stiamo dicendo valga per tutti il comportamento del manduriano Nicola Schiavoni, il quale, in alcune lettere scritte nell'esilio londi­nese tra il 30 giugno e il 10 agosto del 1860 e dirette ai familiari manifestò la sua perplessità di fronte all'Atto Sovrano del 25 giugno, affermando di non voler credere una seconda fiata alla monarchia spergiura . Per lo Schiavoni conveniva attendere che maturasse la situazione politico-militare ed istituzionale; nel frattempo, non bisognava cedere alle lusinghe costituzionali, né cooperare alla formazione delle liste elettorali o della Guardia Nazionale; si poteva uscire dal lungo isolamento solo quando l'avanzata garibaldina ( la piena italiana >) avesse rotto gli argini, dilagando dalla Sicilia sul Mezzogiorno continentale.24) L'atteggiamento suggerito dallo Schiavoni non si caratterizza come apporto stret­tamente personale ed originale, ma ricalca una serie di proposte operative avan­zate dai vari gruppi di esuli: una sorta di modello comportamentale.
Indicativa è, in tal senso, la lettera che Bertrando Spaventa scrisse dal suo esilio bolognese l'8 luglio 1860 al fratello Silvio, nella quale tra l'altro si diceva:
So da De Meis e da Ciccone [...] che partirete tutti, o quasi tutti, per Napoli [...] quasi coll'intenzione di mostrare di riconoscere il nuovo ordine, e poi cercare di cacciare i
2W A.S.L., Intendenza, Atti di polizia, Mirrist., fase. 368/bis.
21) Cfr. G. CINGASI, Problemi del Risorgimento meridionale, Messina-Firenze, 1965, pp. 155 sgg.; cfr., inoltre, R. DE CESARE, Una famiglia di patriotti. Ricordi di due rivolu­zioni in Calabria, Roma, 1889, pp. CXI sgg.
22) È intanto notevole considerare che delle tre provincie della regione pugliese solo Terra d'Otranto dette il maggior numero di processi politici per la di (Tusione della stampa clandestina ; cfr. G. MASI, La partecipazione della Puglia alla rivoluzione liberale unitaria, in Archivio Storico per le Province Napoletane, n.s., XL, 1960, p. 149, n. 45.
23) Cfr. T. GIUFFKÈ, La fortuna del giobertismo nell'Italia meridionale, ivi, n.s., XXK, 1943, pp. 169 sgg.
2*> Per le lettere, cfr. R. DE CATALDO, Nicola Schiavoni (tesi di laurea discussa nella Facoltà di Magistero di Lecce nell'a.a. 1973-74, relat. la prof.ssa Ornella Confessore), Le lettere del 30 giugno e del 10 agosto fanno parte di un carteggio donato da Tommaso Schia­voni alla Biblioteca comunale Marco Gatti di Manduria nel novembre del 1936,