Rassegna storica del Risorgimento

COSTITUZIONI REGNO DELLE DUE SICILIE 1860; TERRA D'OTRANTO STOR
anno <1979>   pagina <290>
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Francesco Gaudioso
Borboni. Ma è questo un partito serio? [...] Le cose di Napoli le può risolvere solo Garibaldi. Sperare che, fingendo e accettando la costituzione, si possa cacciare i Borboni, mi pare pazzia.
La risposta immediata di Silvio Spaventa ( Mantenere il paese nel contegno preso: se si giunge alle elezioni, astenersi; se si eleggono i deputati, farli di­mettere, ed eleggere deputati impossibili in Napoli ) venne, su questi punti, pie­namente condivisa da Bertrando: La tua idea mi piace: il contegno negativo del paese può salvare il paese .
È, pertanto, da ritenere che sia i gruppi di esuli radicali, sia quelli moderati pervenivano ad analoghe conclusioni: atteggiamento d'indifferenza e di non collaborazione con le autorità; possibilità, caso per caso, d'utilizzare la carta costituzionale per penetrare negli apparati amministrativi e politici delle pro­vince; far conoscere, attraverso rapporti epistolari, tali linee direttive ai comitati liberali operanti nelle singole province. In sostanza, si era di fronte ad un ceto liberale incerto sull'avvenire e ancora paralizzato dall'esperienza del rovinoso esperimento rivoluzionario del '48; e all'atteggiamento di attesa, scettico ed egoi­stico, di larga parte della borghesia terriera ed impiegatizia, arroccata attorno ai propri privilegi e vigile perché il processo in corso non sboccasse a traguardi rivoluzionari in senso sociale.27)
Contingenti ragioni ed interessi suggerivano ai più un atteggiamento d'at­tesa, per poter chiarire, da un lato, la portata e la forza del moto garibaldino e, dall'altro, il reale significato dell'Atto Sovrano e dei contrasti insorti a Napoli dopo la costituzione del nuovo Ministero .M)
L'assenza da Terra d'Otranto degli elementi liberali più attivi fece sì che le discussioni sulla rivoluzione nazionale si tenessero, a causa del clima poliziesco post-quarantottesco, in luoghi nei quali i gruppi liberali non si sentivano a disagio > e soprattutto le spie non vi avevano ingresso : caffè, farmacie, orolo­gerie, cartolerie.29) E in tali posti si facevano e si commentavano letture mode­rate: d'Azeglio, Gioberti, Balbo erano ancora gli autori preferiti. In tal modo, la prevalente cultura moderata era condizionante rispetto all'indicazione dei modi e dei tempi per il superamento delle strutture assolutistiche e per l'accettazione delle istanze costituzionali.
Gioacchino e Salvatore Stampacchia, richiesti dal Sozy Carafa del perché del loro atteggiamento d'indifferenza, risposero: Troppo fidenti nella buona fede del re nel '48 caldeggiammo e plaudimmo allo Statuto, ma ciò appunto ci costò dodici anni di aculei e di persecuzioni. Oggi ci teniamo diffidenti e lasciamo che il popolo esprima liberamente la sua volontà .31J In definitiva, gli elementi liberali di Terra d'Otranto, sia cospiranti dall'esilio, sia operanti in provincia,
25) Cfr. S. SPAVENTA, Dal 1848 al 1861, Lettere, scritti, documenti pubblicati da B. CROCE, Bari, 1923, pp. 340-341. Al riguardo, cfr. le osservazioni dello SCIROCCO, op. cit., pp. 15 sgg.
26) Ivi, pp. 341-342.
27) G. CINGARI, Problemi del Risorgimento meridionale cit., p. 159. 2) Ibidem,
29) Cfr. P. PALUMBO, Il Caffè Persico ed altri ritrovi patriottici leccesi (epoca bor­bonica), in Rivista Storica Salentina, V, 1908, nn. 10-11-12, pp. 271 sgg.
30) Ivi, p. 276.
31) n passo è riportato in P. PALUMBO, Gioacchino Stampacchia (Brano di storia leccese), esfcr. da Rivista Storica Salentina, U, 1904, n. 3-4, p. 13.