Rassegna storica del Risorgimento
COSTITUZIONI REGNO DELLE DUE SICILIE 1860; TERRA D'OTRANTO STOR
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1979
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In Terra d'Otranto dopo il 25 giugno 1860 293
Per il momento, il Sozy Carafa ri limitava a pregarla di non insistere , altrimenti non avrebbe potuto trattenersi dalTinterpretare in altro senso le dimissioni del Forleo: Cioè che ella volesse allontanarsi dal suo uffizio nel momento nel quale il di lei attaccamento e la di lei rinunzia possono essere utili al Governo .
In Oria, il capo urbano Domenico Carone. parente dei tristemente noti PP. Liguorini461 Cosimo, Giuseppe, Carmelo e Giovanni Carone,47* venne fatto oggetto, da parte del locale giudice regio, di un'insistente raccomandazione rivolta al sottintendente del distretto di Brindisi affinché il Carone abbandonasse la sua carica, in quanto la persona di quest'ultimo, notoriamente legata all'entourage del vescovo Margarita, avrebbe potuto essere un incentivo di disordine . Ma, cautamente, il sottintendente lasciò cadere tali consigli, accordando al Carone solo un congedo prudenziale, in attesa della formazione della Guardia nazionale.48)
L'Atto Sovrano, pur non mettendo in movimento un radicale processo di superamento delle strutture tradizionali basate sull'immobilismo, ebbe, senz'altro, l'effetto di spingere su posizioni rigidamente conservatrici ed assolutistiche quei settori del potere religioso che, divenuti in seguito ai decreti del màggio del 1857 49) veri e propri alti funzionari della monarchia, erano stati indubbiamente favoriti nelle loro ascese socio-economiche50 in cambio di un atteggiamento devoto verso la monarchia borbonica.51) Acquistando consapevolezza, pertanto, come episcopato napoletano e, sotto tale aspetto, oggetto di giudizi poco lusinghieri espressi dalla Santa Sede,52) l'episcopato del Mezzogiorno53) e di Terra d'Otranto in particolare assume un deciso atteggiamento anti-costitu-
*5> Ibidem.
46) E ciò perché avevano svolto vere e proprie funzioni di polizia ecclesiastica . Afferma al riguardo il Molfese: ce Esistevano ordini religiosi, quali quello dei Liguorini, i cui capi delle missioni che operavano nelle provincie per propagandare la fede, trasmettevano regolari rapporti alle autorità di polizia, riferendo sullo stato dello spirito pubblico e compilando elenchi di cittadini devoti, o meno, al re e alla religione ; cfr. F. MOLFESE, Storia del brigantaggio dopo l'Unità, Milano, 1972, p. 63.
4T) A.S.L., Corte d'assise di Lecce, proc. n. 471.
**) A.S.L., Intendenza, Atti di polizia, Minist., fase, 368/bis.
49> 1 decreti del maggio del 1857 definivano sul terreno legislativo l'involuzione clericale caratterizzante la politica ecclesiastica di Ferdinando 11; cfr. R. MOSCATI, / Borboni cit., p. 133.
3 Ferdinando II aveva ordinato che non fossero tocchi i demani usurpati da feudatari ecclesiastici ; cfr. G. RACIOPPI, Storia dei moti di Basilicata e delle provincie contermine nel 1860, Napoli, 1867, p. 149.
51) Cfr. B. PELLEGRINO, Legittimismo borbonico e temporalismo: i vescovi del Mezzogiorno e il rifiuto della rivoluzione nazionale del 1860, in Società e Storia, I, 1978, n. 3, pp. 501 sgg.
52) I limiti fondamentali agli occhi di Roma erano individuabili nello stretto legame con la corona , nella scarsa preparazione canonistica , nella fatuità ed oc estemporaneità di alcuni interventi ; B. PELLEGRINO, Legittimismo cit., p. 503.
53) Cfr, B. PELLEGRINO, Legittimismo cit., pp. 511 sgg.; IDEM, Tra conciliazione ed opposizione. La luogotenenza Farini e l'inchiesta sui vescovi del Mezzogiorno, in Nuova Rivi' sta Storica, LXII, maggio-agosto 1978, fase. III-IV, pp. 363-365.
54) Con la bolla apostolica del 27 gennaio 1818 si sancì il patronato regio ( In ditione regni utr[iusque] Siciliae ) su otto diocesi della provincia. La sola diocesi di Nardo rimase immed. sub. S. Sedi ; cfr. PP. R. RITZER-P. SEFRIN, Hierarchia Catholica medii et recentioris aevii, voi. VII, Padova, 1968, p. 281.