Rassegna storica del Risorgimento

COSTITUZIONI REGNO DELLE DUE SICILIE 1860; TERRA D'OTRANTO STOR
anno <1979>   pagina <294>
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Francesco Gaudioso
zionale che, passando attraverso una campagna in difesa del potere temporale >, non gli faceva comprendere nemmeno le ragioni ispiratrici del moto nazio­nale unitario, il cui raggiungimento per altro verso avrebbe comportato l'elimina­zione dell'assolutismo borbonico dal trono di Napoli e quindi una trasforma­zione radicale dei rapporti di alleanza e collaborazione sino ad allora correnti tra Chiesa meridionale e regime monarchico . La perdita dei poteri, determi­nata dall'Atto Sovrano, indebolendo vistosamente il ruolo di guida unica ed indiscussa delle masse cattoliche assunto spesso dalla gerarchia ecclesiastica ,) pose quest'ultima nelle condizioni di non poter controllare efficacemente, come in passato, equilibri ed assetti locali. Fermamente convinti del danno causato sia sul piano delle idee sia su quello dell'opportunità dall'esperimento costitu­zionale, i vescovi, immediatamente dopo il 25 giugno, abbandonarono le loro diocesi o per motivi strettamente ideologici, o perché costrettivi dalle autorità co­stituzionali, o per sfuggire alle contestazioni che le masse subalterne rurali muo­vevano loro in quanto proprietari terrieri.5**
Mons. Luigi Margarita, vescovo di Oria, la mattina del 28 giugno, quando si venne qui pubblicando > secondo il rapporto del 7 luglio successivo del giudice regio circondariale all'intendente della provincia l'Atto Sovrano del 25 di quel mese [...] si appartò recandosi in Francavilla sua patria. Sono noti i motivi dell'odio profondo di cui qui è subietto quel prelato .59) A tale rapporto, puramente informativo, il giudice regio fece seguire, il 16 luglio, un altro più circostanziato, nel quale tra l'altro si diceva:
Qui [è] noto a tutti, ed è nella bocca di tutti, che l'essermi trovato io, i cui principu ed il cui sentire è ben noto, a funzionar da Giudice in questi tempi nella mia Patria ha impedito delle terribili vendette. Le Autorità costituzionali dovrebbero tenere presenti [le] atroci, ineffabili, innumerevoli torture, oppressioni, strazii patiti per più di dieci anni da questa popolazione, e la eroica rassegnazione, ed il composto contegno della stessa. 6)
Il rapporto del giudice regio, compilato in epoca sospetta, allorquando gli equilibri locali nella diocesi oritana, sotto la spinta del decreto regio, stavano passando ad una nuova gestione filo-costituzionale e liberaleggiante, appare note­volmente gonfiato. Ma al di là di queste considerazioni, si devono rilevare i continui soprusi che vescovo e suo entourage indubbiamente avevano consumato. Uno degli episodi di prevaricazione perpetrata a danno di elementi che, attra­verso la pratica delle denunce, era facile definire cospiratori è quello legato al nome del francavillese Nicola Barbaro Forleo, denunciato, nel febbraio del 1859,
55) B. PELLEGRINO, Legittimismo cit., p. 511. ) Ivi, p. 512.
57) Sarebbe del più alto interesse una ricerca sul clero e gli equilibri locali nelle singole diocesi del Mezzogiorno d'Italia. Una ricerca in tal senso (limitata alla diocesi oritana durante l'episcopato di mons. Luigi Margarita) è attualmente in elaborazione da parte nostra.
58) c Gli ecclesiastici [...] facevano parte delle stesse famiglie a cui appartenevano i grandi proprietari terrieri laici e ne condividevano gli interessi e il punto di vista. Domi­navano la vita pubblica ed intellettuale [...]. Ma le loro stesse ricchezze e la posizione egemone di cui godevano li rendevano particolarmente vulnerabili. L'acuto contrasto fra la loro opulenza e la miseria del clero parrocchiale [...] creava profonde divisioni nelle loro file ; cfr. S. I. WOOLF, La storia politica e sociale, in Storia d'Italia Einaudi, voi. Ili: Dal primo Settecento all'Unità, Torino, 1973, p. 29.
59) A.SX-, Intendenza, Atti di polizia, Associazioni segrete, fase. 852. 4> Ibidem.