Rassegna storica del Risorgimento

COSTITUZIONI REGNO DELLE DUE SICILIE 1860; TERRA D'OTRANTO STOR
anno <1979>   pagina <296>
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Francesco Gaudioso
l'equilibrio sociale rotto solo dall'Atto Sovrano del 25 giugno. Dall'altra, gli elementi innovatori del clero diocesano, che s'identificheranno, successivamente, nel dissidente vicario capitolare *) della diocesi oritana Ciro Pasquale Pigna­telli, 67> trovano la forza di opporsi, appunto con la petizione del 12 agosto e protetti dagli ordini costituzionali, a quella parte del clero appassionatamente retrivo , * attestata su posizioni rigidamente assolutistiche. Con l'accusa d'avversare le costi* tuzionali franchigie il vescovo Bartolomeo D'Avanzo venne espulso dalla diocesi di Castellaneta. "9) Il provvedimento teneva conto, senza dubbio alcuno, del fatto che il D'Avanzo oltre ad essere un tenace fautore della difesa del potere tempo* rale del papa era anche un difensore del legittimismo borbonico.70)
Anche il vescovo di Ugento, Francesco Bruni, reggente la diocesi dal 1837 e inseritosi nei 1857 nell'ampio dibattito sul potere temporale aveva finito col polemizzare con le novità del pensiero filosofico e politico dando alle stampe alcune omelie;71* dopo la concessione degli ordini costituzionali, in segno di pro­testa, abbandonò la propria diocesi per rifugiarsi dapprima in Specchiapreti e poi nella nativa Bisceglie. In una lettera del 28 giugno il Bruni aveva avuto modo di esprimere le sue perplessità sulla durata dell'esperimento costituzionale, affer­mando tra l'altro : La conclusione, poco prima poco dopo, sarà sempre per l'ordine [...] con l'esaltazione della Chiesa . n) Operando in una realtà locale dove esisteva un forte schieramento borbonico-clericale, superiore di molto
66) Nella storia della Chiesa nel Mezzogiorno, il contrasto tradizionale tra vescovo e capitolo riesplode violentemente tra la fine del 1860 e i primi del '61, allorquando il governo italiano ce sulla scia del giurisdizionalismo mancini ano fini con l'autorizzare ed anzi sollecitare i corpi capitolari ad eleggere il vicario capitolare in assenza dell'ordinario, non giustificata da motivi canonici (e per il governo italiano, si sa, i vescovi erano in fuga) . Per altra via, il contrasto vescovi-corpi capitolari dal piano teologico-disciplinare sfociava in un <c contrasto di interessi; da un lato quelli degli appartenenti ai corpi capitolari, prove­nienti spesso dalla borghesia fondiaria che dall'unificazione attendeva la sempre sospirata spartizione della proprietà ecclesiastica, dall'altro quelli del vescovo, sollecito difensore dei-l'integrità del patrimonio della diocesi e delle prerogative vescovili a svantaggio spesso proprio dei componenti dei capitoli ; cfr. B. PELLEGRINO, Tra conciliazione ed opposizione cit., pp. 371-372.
6?) Di nomina luogotenenziale, e pertanto sostenuto dal governo italiano, s'opporrà al can. De Angelis quando questi, il 23 novembre 1861, sarà nominato delegato apostolico dalla Sacra Congregazione; cfr. F. ARGENTINA, Monsignor Luigi Margarita cit., pp. 20-22. Per la figura del Pignatelli, cfr. la testimonianza del nipote Carmelo Pignatelli in Casa mia, Lecce, 1886, 2" ed., pp. 151 sgg.
58) Nel corso della reazione seguita al 1848, e in correlazione con l'impronta sem­pre più autocratica del regno di Ferdinando H, l'episcopato aveva intensificato il con* trollo sul medio e basso clero mediante drastiche riduzioni nel numero dei benefici [...]. La rivoluzione unitaria trovò pertanto nel sud un medio e basso clero che, seppur nei limiti della rìgida disciplina ecclesiastica, e con una localizzazione più accentuata nelle provinole più meridionali del Regno, quali la Basilicata, la Puglia [...] presentava profonde divi­sioni ed era appassionatamente retrivo e innovatore ; cfr. F. MOLFESE, op. cit., pp. 63-64.
69) Cfr. R. DE CESARE, La fine di un Regno cit., pp. 314-315.
70) Cfr. B. PELLEGRINO, Legittimismo cit., pp. 510, 520.
71) g Comunismo , Protestantesimo , ce Indifferenza o libertà di Religione , At­tentati contro la proprietà della Chiesa , Regno di Gesù Cristo , ce Vera e falsa libertà ; Ivi, p. 510.
B) Il brano della lettera è riportato in L. ALVARO, Il Plebiscito del 1860 nella pro­vincia di Lecce coi fatti politici che lo precedettero e seguirono attìnti, da documenti che si conservano nell'Archivio di Stato Provinciale di Lecce, Lecce, 1921, pp. 180-181.