Rassegna storica del Risorgimento

COSTITUZIONI REGNO DELLE DUE SICILIE 1860; TERRA D'OTRANTO STOR
anno <1979>   pagina <297>
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In Terra d'Otranto dopo il 25 giugno 1860 297
per numero e per mezzi a quello dei liberali ,73) la natura assolutistica del Bruni non sfuggiva certo ai giudizi estremamente negativi espressi sul suo conto non solo dall'opinione pubblica di parte liberale,74) ma, successivamente, dallo stesso governatore della provincia.75*
Di sentimenti chiaramente assolutistici e conservatori era pure il vescovo di Nardo, mons. Luigi Vetta,76' il quale, dopo l'ingresso di Garibaldi in Napoli, opporrà un netto rifiuto alla proposta avanzatagli da una deputazione composta da dieci cittadini n ereti ni, se non a prendere parte attiva nelle inaugurate istituzioni, a non avversarle almeno né osteggiare il clero liberale x77* Tale rifiuto provocò una generale indignazione. Rimasto così, se non manifestamente nemico, diviso dalla parte liberale del paese che a quell'epoca era formata dalla maggior parte dei cittadini, giacché vi si erano pure i retrivi camuffati, e te­mendo qualche tristo giuoco per la venuta in Nardo di una colonna di Garibaldini, crede prudente avviso ritirarsi in Parabita paese della sua diocesi >.78J Ma do­vette abbandonare anche Parabita, perché per precedenti e nuove antipatie quella popolazione ammutinatasi gli ruppe, a colpi di pietre, i vetri tutti delle finestre ,79) costringendolo a rifugiarsi presso la casa dei Padri della Missione in Lecce, da dove avrebbe continuato, nonostante le esortazioni del vescovo di Lecce, Nicola Caputo, a perseguire disegni reazionari.80)
Pur avendo in più frangenti protetto liberali perseguitati, mons. Raffaele Ferrigni, arcivescovo di Brindisi, fu costretto ad abbandonare la propria diocesi perché accusato di essere un tenace assertore del regime assolutistico; e, pertan­to, il governatore di Lecce, in data 24 settembre 1860, richiederà al ministro dell'Interno e polizia opportune misure tese ad allontanarlo definitivamente pel
73) A.S.L., Gran corte criminale di Terra d'Otranto, proc. n. 446.
74) Materia per istruire un processo nei suoi confronti venne fornita all'autorità giu­diziaria da un tumulto scoppiato in Ugento il 2 settembre 1860 nel corso del quale i se­guaci del vescovo unitisi a circa trecento contadini armati avrebbero barbaramente aggredito alcuni giovani del paese, che avevano gridato in dimostrazione di giubilo il nome di Vittorio Emanuele II. Tale ricostruzione è dovuta alle deposizioni rese da testi­moni di parte liberale. Ibidem,
75) a Nemico di ogni libertà, e di ogni civile, e morale progresso, è attaccatissimo all'assolutismo dei Borboni, verso i quali professa una specie di culto religioso. I principii da lui predicati, spiegati, ed insinuati, han fatto il loro effetto nella vasta diocesi che am­ministra, specialmente in Ugento []. I preti sono quasi tutti avversi all'attuale ordine di cose, e pubblicamente lo dicono, e lo predicano ; rapporto del governatore di Terra d'Otranto Vincenzo Cepolla, Lecce 6 dicembre 1860, cit. in B. PELLEGRINO, Tra concilia-sione ed opposizione cit., p. 364.
76) g Nella vita privata è buono, e molto caritatevole. Nella vita pubblica dispotico, tenace nei suoi proponimenti, e figlio primogenito della Curia Romana [...]. Si ritiene capo della setta clericale della Diocesi, ed alla sua influenza è dovuta la compattezza dei clericali, e l'attiva propaganda antiliberale operata dai preti ; À.Si., Prefettura, Cab., cat. 28", Ordine pubblico, fase. 3423.
Sui problemi della diocesi neretina durante l'episcopato di mons. Vetta molto impor­tante s'annuncia la ricerca cui sta attualmente attendendo la dott.ssa Mariella Rizzo.
77) A.S.L., Prefettura, Gab., cat. 15", Culto, fase. 55I/bis; rapporto del delegato di P.S. al prefetto, Nardo, 4 novembre 1864.
78) Ibidem.
79) Ibidem.
m> Per la figura di mons. Nicola Caputo, cfr. B. PELLEGRINO, Terra e clero nel Mez­zogiorno. Il reclutamento sacerdotale a Lecce dalla Restaurazione all'Unità, Lecce, 1976.