Rassegna storica del Risorgimento
COSTITUZIONI REGNO DELLE DUE SICILIE 1860; TERRA D'OTRANTO STOR
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Francesco Gaudioso
bene della sua diocesi e pel consolidamento deirordine attuale >.M) Tale giudizio non venne sostanzialmente modificato nemmeno nel 1866, anno che registrò il parziale rientro dei vescovi meridionali nelle rispettive diocesi. *
Di principii assolutistici era anche mons. Valerio Laspro, vescovo di Gallipoli, il quale partiva da Gallipoli dopo la caduta del Governo Borbonico, senza che alcuno gliene desse motivo, e trasferivasi in Napoli, sua patria >,M> dopo aver manifestato chiaramente la sua avversione al nuovo ordine di cose.M) La concessione dell'Atto Sovrano mise inoltre in difficoltà l'arcivescovo di Taranto, mons. Giuseppe Rotondo, contro il quale il 21 luglio, immediatamente dopo le cosiddette fucilate al caffè Moro (un ritrovo liberale), episodio nel quale si volle coinvolgere lo stesso arcivescovo,85* venne rinvenuto in Grottaglie un cartello inneggiante aH' Italia una e contenente una serie d'invettive contro la persona del prelato,86* che abbandonerà il 9 settembre la sua sede diocesana per rifugiarsi in Napoli. Ostilità al nuovo corso costituzionale professò infine mons. Vincenzo Andrea Grande, arcivescovo di Otranto, che solo dopo il plebiscito del 21 ottobre dichiarerà al governatore De Caro la sua disponibilità ad abbandonare i propri principii reazionari.87)
In mezzo a tanta avversione al nuovo ordine di cose, il solo vescovo di Lecce, mons. Nicola Caputo, mantenne un cauto atteggiamento d'attesa e di rispetto dell'autorità costituita.88*
Terra d'Otranto, pertanto, registrando l'assenza di sette vescovi sui nove residenti nelle diocesi, s'uniformava al più. generale orientamento dell'episcopato meridionale, che era di opposizione al decreto regio in difesa dei principii assolutistici e dell'ordine sociale esistente. E il governatore Vincenzo Cepolla, in risposta alla nota relazione del direttore del ministero dell'Interno e polizia Michele Giacchi del 18 agosto 1860,89) si dirà, in un rapporto del 24 settembre successivo, disposto ad eseguire le direttive del Giacchi per l'allontanamento dalle loro diocesi di quei vescovi che s'erano professati anti-costituzionali, uni-
8I* Per il rapporto del 24 settembre 1860, cfr. G. PEDONE, La polìtica della Destra nel Salento dal 1860 al 1876 (tesi di laurea discussa nella Facoltà di Magistero di Lecce nell'a.a. 1964-65, relat. il prof. Fausto Fonzi).
82) È di buona morale. In politica però il sentimento borbonico-clericale, l'avversione precisa all'attuale ordine di cose, sta incarnata nella sua mente e nel suo cuore. Non bisogna perdere di mira nella sua qualità di prelato la preponderanza di lui sul partito nero e sulle masse superstiziose ed ignoranti e le relazioni senza dubbio colla trista setta alla quale si appartiene ; A.S.L., Prefettura, Gab., cat. 15", Culto, fase. 104, rapporto del comandante dei carabinieri di Brindisi al sotto-prefetto, Brindisi, 22 giugno 1866.
*3) Ivi, fase. 556; rapporto del capitano dei carabinieri, Gallipoli, 16 dicembre 1863.
*) Ivi, fase 440; lettera del sindaco di Gallipoli al prefetto, Gallipoli, 12 dicembre 1863. È da vedere pure il rapporto del governatore di Lecce del 6 dicembre 1860 riportato in B. PELLEGRINO, Tra conciliazione ed opposizione cit., p. 364.
85) A.S.L., Intendenza, Atti di polizia, Associazioni segrete, fase. 872.
*6) a Monsignore, non è più. tempo: devi abbandonare questa terra [...]. Noi non vogliamo i proscritti dall'umanità. Qui non è il Campidoglio [...]. Le vittime delle tue inique persecuzioni si scatenano frementi ; A.S.L., Gran corte criminale di Terra d'Otranto, proc. n. 281.
Il testo del cartello è riportato anche in L. ALVARO, Il Plebiscito cit., p. 23.
x?) Cfr. B. PELLEGRINO, Tra conciliazione ed opposizione cit., p. 365.
M) Cfr. B. PELLEGRINO, Legittimismo cit., p. 521.
89J II testo integrale è contenuto in R. DE CESARE, La fine di un Regno cit,, pp. 318-319.