Rassegna storica del Risorgimento

MOVIMENTO CATTOLICO VARESE (PROVINCIA) 1900-1907
anno <1979>   pagina <310>
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L'AZIONE DEI CATTOLICI NEL VARESOTTO ALL'INIZIO DEL NOVECENTO
La caratteristica più rilevante del movimento cattolico del Varesotto dopo le dolorose vicende del '98 e la stasi di fine secolo, è senza dubbio la radicale trasformazione della sua conduzione organizzativa. Essa si accompagna ad un in­cisività sul contesto socio-economico ben maggiore di quella del decennio pre­cedente. *) Indubbiamente anche nell'ex-circondario di Varese si avvertiva, in concomitanza con l'Anno Santo 1900, la nuova atmosfera di prestigio del Pa­pato e della Chiesa, non apparente, ma come sostiene Fonzi nella conclusione di un noto lavoro fondato su di un'autentica rinascita religiosa in atto e [su] di una maggiore maturità dei cattolici militanti .2) Intervennero tuttavia circostanze locali affatto nuove, prima fra tutte una maggiore sensibilizzazione per l'annoso problema dell'emigrazione e dell'urbanesimo. Il 5 giugno 1900, un convegno del clero, promosso e presieduto dal cardinal Ferrari, radunò nel capoluogo prealpino oltre cento tra prevosti e parroci delle pievi limitrofe. Non ci si limitò a generiche affermazioni di principio o a deplorazioni delle negative implicazioni religiose e sociali del fenomeno, a carattere soprattutto temporaneo, specie nei mandamenti collinosi e montani.3) Sulla base dei lavori di una commissione, in precedenza insediata dall'arcivescovo, si diede vita invece al Consorzio San Carlo per gli emigranti. Ne fu approvato lo statuto e la presidenza fu affidata al prevosto di Angera, don Giuseppe Cavanna, già primo direttore del settimanale II Resegone di Lecco.4* L'iniziativa fu presentata a tutta la diocesi in una lettera pastorale dell'agosto successivo; in essa veniva racco­mandata ai parroci, deplorando il disagio religioso, familiare e sociale degli emigrati, che doveva essere alleviato da iniziative opportune.5* L'arcivescovo Ferrari lamentava la scarsità di sacerdoti che periodicamente, nei centri esteri di maggiore afflusso, avevano il compito di prestare conforto spirituale e mate­riale ai nostri connazionali, e aggiungeva in tono accorato:
A diminuire l'emigrazione concorrerà assai anche il promuovere ... maggior progresso nell'agricoltura... se ci fosse dato, vorremmo dire ai padroni di officine: estendete a
W Cfr. G. PEKKA, // movimento cattolico a Varese nell'ultimo decennio dell'Otto-cento, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LXII (1976), pp. 449-461. Citiamo questo contributo una volta per tutte.
2) F. FONZI, / cattolici e la società italiana dopo l'Unità, Roma, 1977, p. 128.
3) Cfr. R. GIIIRINCHELLI, L'inchiesta agraria Jacini nel circondario di Varese, in Rivista della Società storica varesina, fase. XII (marzo 1975), pp. 204-206.
4) Sul convegno di Varese, cfr. L'adunanza di Varese per gli emigranti, in L'Ordine, 7 giugno 1900. Il quotidiano di Como e // Resegone (tuttora in vita), insieme ad altri periodici o numeri unici che indicheremo a mano a mano, costituiscono le fonti giornali­stiche di questo periodo, privo di fogli cattolici varesini.
5) Cfr. A. C. FERRARI, Lettera pastorale del 10 agosto 1900, Milano, 1900. L'arcive­scovo si richiama alle finalità del consorzio ed agli strumenti operativi: artt. 8 e 9 dello statuto. (Cfr. Consorzio San Carlo per la tutela degli emigranti. Statuto provvisorio, Mi­lano, 1900, p. 22).