Rassegna storica del Risorgimento

MOVIMENTO CATTOLICO VARESE (PROVINCIA) 1900-1907
anno <1979>   pagina <311>
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/ cattolici nel Varesotto
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maggior numero di persone le vostre industrie, diminuendo, massime in certi casi, il tempo del lavoro... Tali lavori protratti soverchio tempo, mentre al trarre dei conti non possono riuscire vantaggiosi all'industria, recano, a lungo andare, grave danno alla salute del povero operaio... Ai padroni di latifondi vorremmo pur dire tra l'altro che anch'essi non poco potrebbero concorrere al nobilissimo scopo, specie col provvedere i propri coloni di più convenienti e sane abitazioni... *)
Lo zelante don Cavanna, frattanto, si era messo al lavoro: insieme a Paolo Arcari, del Fascio democratico cristiano di Milano, aveva compinto un'ispezione in Svizzera e in Germania, rilevando le precarie condizioni di vita dei nostri lavoratori e l'assoluta inadeguatezza dell'assistenza. A tali nazioni avrebbe dovuto rivolgere i suoi sforzi il clero lombardo, secondo una suddivisione di compiti tra i consorzi diocesani di alcune regioni dell'Italia Settentrionale, progettata dal cardinal Rampolla. Essi si sarebbero poi federati, come avvenne a Milano nel novembre; il settimanale UE migrante, apparso pocbi giorni dopo, fu assunto ad organo ufficiale della federazione. Importanti l'intervento del prevosto di Angera. che sollecitava la più larga adesione del clero e del laicato, oltre all'aiuto materiale al consorzio in denaro e in libri, nonché la relazione di don Dal­mazio Minoretti, che si soffermò sui rimedi necessari: casse rurali; opere di pre­videnza e di cooperazione; scuole serali o festive per il miglioramento dell'agri­coltura, della bachicoltura, della zootecnia; unioni professionali o corporazioni tra contadini e operai per la definizione dei contratti d'affitto, di mezzadria o delle prestazioni di lavoro; infine un ufficio centrale diocesano, per coordinare, anche sul piano legale, tutte le iniziative locali.8)
Un programma assai articolato, che presupponeva un'organizzazione capil­lare, sorretta soprattutto da una concorde sensibilità per le classi diseredate, che, ad onta del magistero di Leone XIII e dell'apertura generosa e paterna del­l'arcivescovo Ferrari, anche il mondo cattolico lombardo e del Varesotto era sovente lontano dal possedere. Comunque alcune istituzioni avevano svolto o continuavano un'azione di elevazione dei contadini. Ricordiamo la Cassa Rurale di Azzate, che, però, ebbe breve durata (dal 1895 al '98), 9> le latterie sociali dei
6) A. C. FERRARI, op. cit., pp. 10-11. Non manca, in tale disamina, un severo accenno al lavoro notturno, ce... il quale, specie in certe condizioni di persone delle classi lavoratrici, dovrebbe essere totalmente abolito, non fosse altro per sentimento di umanità .
7) Archivio prepositurale di Angera: copia di una lettera di don Cavanna, in data 10 novembre 1900. È un invito ai vescovi o ai loro delegati, all'adunanza per la federa­zione dei consorzi. (Cfr. L'adunanza dei Consorzi , in L'Osservatore Cattolico, 20-21 novembre 1900). Su L'Emigrante, pubblicato fino all'aprile 1902, si veda: I periodici di Milano. Bibliografia e storia, tomo I (1860-1904), Milano, 1956, pp. 271-273. Oltre a ser­vizi sull'emigrazione, nella rubrica Le nostre cartoline, recava parecchie corrispondenze dal Varesotto, dove raggiunse un'apprezzabile diffusione. Il promotore, don Cavanna, nella sua borgata sul Lago Maggiore, tra le più ricche di storia dell'attuale provincia di Varese, costituì una cassa depositi e prestiti per gli operai ed un'unione di previdenza per le lavora­trici. La morte però lo colse nel novembre del 1902.
8) Per la proposta di don Cavanna, che fu approvata, cfr. L'Osservatore Cattolico, 21-22 novembre 1900; inoltre: ce I cattolici e l'emigrazione. Per il proletariato agricolo , 22-23 novembre 1900, dettagliato resoconto dell'ampia relazione di don Minoretti.
*> Archivio del Tribunale di Varese - Sez. Commerciale, n. 1264-4853 di repertorio, Atto costitutivo della Cassa Rurale di prestiti di San Benigno d'Azzate... Tra i testimoni figura don Luigi Cerotti, iniziatore nel Veneto di simili istituzioni. (Cfr. S. TRAMONTO*,