Rassegna storica del Risorgimento
BRIGANTAGGIO
anno
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1979
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pagina
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324
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LA STRAGE DEGLI ULTIMI BRIGANTI MAURINI
IN SICILIA
Alla fine di quest'ultima guerra avvenne in Sicilia un fatto emblematico che va rimeditato alla luce dei rapporti intercorsi nell'isola tra mafia e delinquenza nel 1860 dopo la conquista garibaldina e lo stentato formarsi del governo nazionale. A Villarbasse, nei pressi di Torino, si verificò un truce episodio. Pretesi partigiani (risultò cbe non lo erano) soppressero in una villa una decina di persone. Gli assassini temevano di essere stati riconosciuti da una cameriera. Vigeva allora la legge marziale, e i colpevoli (erano siciliani) dopo un regolare processo, vennero condannati a morte e fucilati. Dinanzi al plotone di esecuzione gridarono Viva la Sicilia, Viva Finocchiaro Aprile! Alcuni sfuggirono alla condanna, e ripararono in Sicilia. Lungi dall'essere accolti e aiutati, vennero soppressi da elementi locali. È un fatto che merita approfondimento e studio, cose che nel 1945 non vennero fatte, perché i tempi ovviamente non erano maturi. La onorata società > reintegrò così l'onore della Sicilia.
L'episodio, però, trova singolari addentellati ed analogie con la strage degli ultimi briganti manrini nel 1877 in Sicilia. Vi furono forze locali che si incaricarono della triste faccenda che lo Stato non riusciva a risolvere, e vedremo come; e come non sia difficile scorgere che un particolare senso dell'onore e della sicurezza generale contribuivano a decretare la strage di quest'ultima banda armata, ridotta dalla necessità della pura sopravvivenza a una condotta atroce, fuori da ogni legge dello Stato e della mafia. Del resto, negli ultimi momenti della ribellione separatistica di quest'ultimo dopoguerra, mescolandosi ultimi illusi alla feccia più schifosa del brigantaggio, si erano avuti episodi altrettanto terrificanti, come l'intervento dei briganti Avila e la loro finale soppressione.2)
A oltre un secolo di distanza il ricordo dei masnadieri maurini terrifica ancora le contrade in cui compirono le loro gesta. Prendevano il nome dal paese di S. Mauro Castelverde che è uno dei più elevati del gruppo montuoso delle Madonie.
Il brigantaggio in provincia di Palermo può, a ben diritto, per molto tempo quasi racchiudersi nella loro storia, perché essi ne furono oseremo dire la punta di diamante, un diamante che risfavillava a tratti. Non fu gloria effimera o passaggio fuggevole nella storia, perché essi tennero complessivamente il campo per un quarto di secolo : dal 1867 all'incirca, quando taluni di essi che militavano agli ordini del brigante calabrese Don Poppino il Lombardo, rimasero soli, a causa della fuga di questi in Africa, e decisero di formarsi in una banda, la Banda Ma urina, fino al 1894 che vede la conclusione della loro epopea brigantesca dinanzi alla Corte d'Assise di Palermo che manda i superstiti a raggiungere
i) G. FAI.ZONE, Mafia e brigantaggio, in Studi in onore di Nino Cortese, Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1977; Io., Storia della mafia, Milano, Pan, 1978.
3 F. GAIA, L'esercito della lupara, Milano, 1962, S. Di MATTEO, Anni roventi, Palermo, 1967, S. MANMNO, Mitra e poltrone, Milano, 1964, A. SPANÒ, Faccia a faccia con la mafia, Milano, 1978.