Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1979
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pagina
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329
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
I FONDI ARCHIVISTICI DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
XLIV: LE CARTE DELLA CONTESSA ADELINA DEL BONO
Affrettiamoci a dare notizia di queste carte, prima che scompaia, nelle nuove generazioni, anche il ricordo di iniziative private che non sarà più permesso coltivare in nome di una socialità che non tollera il lavoro gratuito o il contatto umano con chi desidera o desiderava? più, forse, una parola di comprensione che un assegno consegnato freddamente attraverso uno sportello. Anche in questo settore il mondo dei doveri torna ora a trasformarsi in quello che Mazzini riteneva chiuso con la rivoluzione francese, quello, cioè, dei diritti.
Molto probabilmente la moglie dell'ammiraglio Alberto del Bono, contessa Adelina Ferrari, avrà conservato altre carte non comprese nel gruppo che i nipoti hanno donato al Museo Centrale del Risorgimento nel 1971.1} Non è possibile, infatti smuovere tanti pezzi grossi per le proprie iniziative benefiche se a monte non esiste una rete di conoscenze costruita nei salotti e una vasta parentela con uguale posizione sociale. Di tutto questo mondo ci restano i deliziosi cartoncini d'invito a balli, pranzi, concerti in Italia e in tutte quelle parti del mondo che ha toccato la nave di Alberto del Bono tra il 1907 e il 1931.
Le carte dell'ammiraglio sono state donate all'Archivio Centrale dello Stato. In questo fondo abbiamo solamente una ricca serie di lettere e telegrammi di congratulazione quando assunse, nel luglio del 1917, il dicastero della Marina; alcuni schemi di proposte per le attribuzioni del Capo di S. M. della Marina; una relazione sul traffico marittimo del 1916; un progetto del col* E. de Vito per una nave posamine.
Veniamo alle carte di Adelina del Bono che partono, cronologicamente, dal 1898, anno nel quale troviamo le tracce della sua attività in favore delle inizia* rive di Don Brizio Casciola e la sua Unione per il Bene 2) che diede, purtroppo, assai scarsi frutti nel quartiere romano di San Lorenzo. A dimostrazione che i tempi cambiano, ma i problemi sociali sono sempre gli stessi, leggiamo questa lettera della figlia di Michele Amari:
24 marzo 98 Roma Cara Contessa
Don Brizio mi ha dato spesso le Sue notizie ma voglio dirle direttamente quante volte ho pensato a Lei e quanta giusta parte di gratitudine e di simpatia sia rimasta nel nostro cuore per Lei. Molte e molte volte abbiamo detto fra di noi che la famosa nostra Società sarebbe rimasta inutile ed inoperosa senza quello che ha fatto Lei e che
D Sono ordinate nelle Buste 969-976.
2) I nipoti hanno donato la parte dell'archivio riguardante don Brizio all'Istituto teologico salesiano di Massina. Tra quelle carte esiste un brano di memorie della contessa del Bono sull'argomento.