Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1979
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Le carte del Bono
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dine di scioglimento del febbraio 1927 attraverso le parole della Giacomelli, opuscoli, volantini e giornali.
Nel 1900 cominciano i contatti epistolari con padre Giovanni Semeria che continuano fino al 1924.
Arriviamo, così, allo scoppio della Prima guerra mondiale che vide l'impegno totale della contessa del Bono, alla Spezia, nella organizzazione della Sezione del Consiglio nazionale delle donne italiane e di tutti gli unici dipendenti di soccorso ai soldati e alle loro famiglie, soprattutto quando la morte aveva bussato alla porta di madri e di spose. Questi i nomi di coloro che lavorarono alla organizzazione e ne scrivono per tenere al corrente Adelina del Bono quando si allontanava per venire a Roma: Rosalia Alagna Seminara, Valentina Balzarotti, Giuseppina di Bellegarde, Rina Ciano, il segretario G. Criscuolo con Luigi Sardi e Indo Piana, Nina Del Balzo, Giuseppe e Maria Dini, Ottavia Farcito di Vinea, Antonietta e Luigi Musso, Ettore, Amalia e Laura Paganini, Amelia Parravicino, Enrichetta Ravenna, Ida Vardanega. Tutti lavoravano gratuitamente con entusiasmo e dedizione, ma anche in questo ambiente non mancano dissidi, gelosie, ripicche, tant'è che su una busta Adelina del Bono, a commento del contenuto, ha scritto: Miserie umane .
Nel quadro di questa attività di assistenza va collocata la corrispondenza con l'ammiraglio Attilio Bonaldi, tramite tra la contessa e la Regina per la distribuzione dei sussidi generosi di Casa Reale.
Due figlie erano in Zona di Guerra come Crocerossine, mentre la terza prestava lo stesso servizio nelle infermerie del Quirinale. Sono poche le notizie che manda Mercedes, mentre è più ricca, soprattutto di lettere al padre, la corrispondenza di Graziella, a partire dall'agosto 1915 fino all'aprile del 1919, da Pola. Sono lettere di notevole valore perché ci danno un'immagine senza retorica della vita autentica delle infermiere volontarie. Assieme a Graziella, che sarà decorata al V.M., prestava servizio anche Elsa Dallolio. Tutte e due erano state anche presso l'Ospedale comandato da mio padre; ho trovato fra le carte che conservo in casa mia una bella lettera di Graziella del Bono. Bella ed ironica perché il maggiore Eugenio Morelli non aveva nascosto le sue preoccupazioni per il fatto di avere alle sue dipendenze tre Crocerossine figlie di ministri!
Pola, 27 die. 1918 Gerti-mo Maggiore,
avevo sempre desiderato di scrìverle ed ho atteso di essere a Pola per mandarle un saluto e per chiederle notìzie e che razza di infermiere le hanno mandato.
Io mi sono fatta dare una licenza e me ne sono venuta a Pola a respirare questa magnifica aria di vittoria marinara che aleggia su Pola italiana.
Ma qui il mio tempo fugge ed ho promesso che avrei ripreso il velo verso la fine di gennaio. Non mi dispiacerebbe di venire a Gorizia, sempre pensando alla sua gentile protesta di simpatia di quella sera. Ma vorrei lei mi dicesse chi sono le infermiere ora esistenti al 79 e se, nel caso, ci sarà posto per me e per una mia cara amica sulla quale ini rendo garante.
Qui faccio un lavoro simpaticissimo mi occupo delle cucine pei poveri e nella settimana ventura organizzata quella [sic] andrò nelle isole dinanzi a Fiume a distribuire oggetti di vestiario, medicinali denari e, Dio lo volesse, un po' del grande amore che mi arde e vorrei comunicare a queste patate (ex austrofìle!!).
Credo che Elsa Dallolio sia a Trieste; la vidi a Roma ed ora l'ho perduta di vista.
Sa che ho passato il Natale a bordo del ex K.K. imperiale yacht Miramarì mangiato, bevuto, seduta tutta gongolante sulla roba loro ed ora a Dio piacendo nostra?