Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1979
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pagina
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332
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332
Emilia Morelli
Spero che Gorizia non sarà tanto fredda qui c'è una temperatura mite per quanto ventosa.
La prego di salutarmi il dott. Vercesi 3) del quale tengo il gradito ricordo del thermos ed accetti una cordiale stretta di mano dalla sua aff.
Graziella del Bono
Durante la guerra scrivevano anche don Giovanni Minozzi, don Giovanni Genocchi troppo spesso per chiedere, e carissimi amici di famiglia come Camilla, Elena e Guglielmo Capomazza, Clotilde e Cornelio Elti di Rodeano.
Ritengo che il clima multiforme e contrastante delle retrovie e delle città sia espresso nelle sue diverse sfaccettature in modo esemplare dalle tre lettere che penso utile riprodurre.
Cominciamo, dunque, con gli sfoghi di Maffeo Pantaleoni, che non si può davvero definire progressista. Passiamo a un'altra testimonianza, se ce ne fosse bisogno, del carattere e del modo di agire di Alfredo Dallolio, per finire con una nobile lettera di Teresa Labriola, a dimostrazione di un tipo di reazione alla sconfitta di Caporetto, del quale è forse bene tener conto.
M. Pantaleoni
4, Via Giulia Roma li, 10 settembre 1915
Alla Nobil Donna Adelina Del Bono
Spezia
Cara Signora,
La ringrazio della Sua lettera del 9, che mi trova a Roma dove sono giunto stamane, per ripartirne stasera. Perciò rispondo subito, subito. In primo luogo, nego il fatto: nego, cioè, che i ricchi, come classe, non abbiano dato e non diano più della borghesia, e aggiungo ohe loro manca soltanto quel disgustosissimo esibizionismo borghese che si fa sui giornali. Chi da qualche cosa, chi fa qualche cosa, lo strombazza nei giornali, una volta, due volte, dieci volte. I Signori danno e fanno senza esibizionismo perché hanno educazione.
In secondo luogo, mi oppongo alle liste di proscrizione. Portano alla guerra civile. Inoltre, non migliorano il carattere di coloro che cedono alla paura e allora, il vantaggio che il paese ha da quei pochi soldi, estorti in qualche modo, è zero.
L'elenco fatto a Firenze, in quella tale conferenza, è stato un atto di teppismo calunniatore democratico. Se gli attaccati non hanno il fegato di rispondere, l'ho io, per loro, perché disprezzo e odio la Social democrazia.
Mi si invita a nozze quando ai tratta di lottare contro questi ciarlatani, e non occorre che z difesi mi paghino. Sono strapagato dall'appagamento di un mio gusto.
Ricordo che a Roma denunziarono quelli del Club della Caccia come imboscati . (Noti, io non ho messo piede nel Club, neanche come invitato). Si fece la conta. Venne fuori che nessuna classe aveva dato una percentuale maggiore di combattenti dell'aristocrazia!
I nostri soldati, i nostri contadini, i nostri operai, sono bravi. Non lo contesto. Ma, muore un numero arci-che sproporzionato di ufficiali e gli ufficiali sono Signori . Questo la Democrazia-sociale non lo dice. I reggimenti che hanno fatto poco buona prova sono reggimenti di zone socialiste. Non so che vi siano Signori socialisti.
3) Carlo Vercesi, poi professore di ostetricia e Rettore dall'Università di Pavia.