Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1979>   pagina <333>
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Le carte del Bono
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Faccia l'elenco di chi ha dato e non dato tra i Signori. Lo discuterò con Lei. Non tollero che si crei una nuova leggenda secondo la quale l'Italia la fanno , non già i Signori, ma i proletari! Ma, a questa leggenda si arriva con la denunzia degli uni e il dignitoso silenzio degli altri.
Mi abbia, con profonda devozione e rispetto
Suo M. Pantaleoni
MINISTERO DELLA GUERRA
II sottosegretario di Stato
Per le Armi e Munizioni
[Roma, 11 ottobre 1915] 4> Cara Contessa,
A franco parlar risponderò franche parole.
Ora che l'Areonautica dell'Esercito e della Marina dipende da me e che il rifor­nimento dell'Aria e delle munizioni della Marina dipende da me non posso e non debbo entrare in questione di nomine.
Nel personale io non c'entro e non debbo sotto nessun pretesto far sentire la mia voce per Caio o per Sempronio. Giustissimo quanto Ella scrive, ma altrettanto giusto che io taccia.
A quattr'occhi Le direi anche di più perché in certe destinazioni c'è un fatto re­cente che mi impone di conservarmi fedele al non possumus.
Ella che è piena di intelligenza e di fede, deve ammettere che in Marina sono più suscettibili che nell'Esercito, e vedrebbero l'invasione dove tutto si riduce alla grande obbiet­tività. No, cara Contessa, Dallolio deve tacere, guasterebbe il suo intervento, malgrado i miei buoni rapporti col Bertolini.
Di più non posso dire... dolente della risposta non a suo modo, ma riconoscente del pensiero, e ammirando sempre la sua instancabile attività. E malgrado tutto non posso cambiar pelle e cambiar la mia azione perché mi sorregge la migliore intenzione sempre, e l'immenso desiderio di fare bene pel mio Paese.
Mi creda sempre dev. aff.
A. Dallolio
Roma, Via Genova 57 p.p. 2 dicembre 1917 Gentile Contessa,
apprezzo le sue ragioni. Sono lieta ed orgogliosa che non abbia rifiutato. Ecco il programma. Come vede, non si tratta di uno dei soliti comitati pur commendevoli che hanno scopi immediati di guerra; no, si tratta di una propaganda di italianità. Pur­troppo non solo il neutralismo italiano ma ancor più parte dell'interventismo del nostro paese disconosce il valore di patria. E nel mio animo metto in modo fermissimo il proposito di lavorare per questo grande ideale di patria nella guerra e dopo la guerra.
Voglia credere alla mia viva simpatia e profonda stima
Teresa Labriola Telefono 35-49
Voglio ricordare che Adelina del Bono si è occupata, dopo la guerra, dell'assistenza ai Fiumani; fra le sue carte sono conservati, il Disegno di un
) La data si desume dal timbro postale.