Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1979>   pagina <337>
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Libri e periodici
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modo unitario il progresso ed il sistema agrìcolo lombardo nei suoi meccanismi fondamen­tali, dalla coltivazione del gelso alle colture nella pianura irrigua, dalla grande affittanza ai metodi ed alle tecniche di sfruttamento del suolo. La nuova agricoltura lodigiana, i ren­dimenti dei terreni, la produzione e il commercio dei vini, lo studio di personaggi dell'età delle riforme (Beccaria, Pallavicini ecc.) o di lunghi perìodi dell'economia milanese gli fornivano cosi lo spunto e lo stimolo per un sempre maggior approfondimento delle cono­scenze e della problematica economica rispetto ai pur rilevanti lavori dei suoi predecessori, dal Vianello al Pugliese, dal Greenfield al Ciasca, al Luzzatto ecc. e L'indagine storiografica di Romani, dopo aver chiarito le ragioni ed i meccanismi della stabilità agricola ed averne percorso i tragitti nell'arco di un secolo, approdava cosi al tema che, ponendosi storicamente alla vigilia dell'unificazione nazionale, costituiva il passaggio obbligato alla ricostruzione delle vicende del movimento economico milanese e lombardo immediatamente successivo. Era il tema, poi ripreso molto sinteticamente nella storia dell'agricoltura lombarda nel secolo di unità, del formarsi di un nuovo equilibrio, quello agricolo-industriale inserito nel processo più ampio dell'economia nazionale (p. XXIII). In tal senso la pubblicazione nel "68 del primo volume della Storia economica d'Italia nel secolo XIX (seguito dal secondo, edito postumo nel '76) costituisce il punto di approdo di un'operosità trentennale e insieme l'avvio di un progetto di ricostruzione del movimento economico italiano dall'età della Re­staurazione alla prima guerra mondiale, un lavoro di sintesi insomma e di interpretazione originale della realtà economica del nostro Ottocento, all'intento di chiarire il problema della mancata industrializzazione; nel secondo volume in particolare ce con un'analisi sicura dei dati statistici disponibili, Romani dimostra ed in modo incontrovertibile, che l'aumento di produzione agricola (e quindi il progresso) non si ebbe e che l'interpretazione di Romeo e di quanti ne avevano accolto le tesi era stata resa possibile sia da evidenze statistiche scarsa­mente attendibili già quando furono raccolte e nella successiva rielaborazione compiuta dal-l'ISTÀT in occasione del centenario dell'unità nazionale, sia da un utilizzo non accettabile delle stesse: in sostanza nell'aver confuso un recupero, che si manifesta a partire dal de­cennio 1860, di precedenti livelli produttivi (caduti per cause varie nel decennio precedente) con un incremento netto delle produzioni, che non si era verificato (p. XXVII).
RENATO GIUSTI
LUCA TOSCHI, L'epistolario di F. D. Guerrazzi. Con il catalogo delle lettere edite e inedite (Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea. Studi e documenti a cura dell'Unione regionale delle province toscane, 17); Firenze, Olschki, 1978, in 8, pp. XII-476. L. 12.000.
Anni or sono, recensendo in questa stessa rivista (a. LXIII (1976), pp. 392-393), il volume miscellaneo Francesco Domenico Guerrazzi nella storia politica e culturale del Ri­sorgimento, Firenze, Olschki, 1975, tra le altre, avevo modo di accennare, non senza un vivo interesse, alla relazione di Luca Toschi, Per l'edizione dell'Epistolario di F. D. Guer­razzi. In essa, scrivevo, il giovane studioso ce nel ricordo del lavoro lasciato incompiuto dal padre, traccia una accorta e esauriente ricostruzione dei travagliati tentativi per giungere alla pubblicazione dello sparso epistolario guerrazziano e delinea le tappe necessarie al conseguimento dell'obiettivo desiderato ma di Ili e ile per la sua ' monumentai ita * . Il ri­sultato, a tre anni di distanza, è stato raggiunto in maniera felice ed originale. È innanzitutto felice per la capillarità e la serietà delle ricerche effettuate ed è originale, dal momento che è stato redatto un elenco, apparentemente arido ma quanto mai opportuno di fronte all'enormità del materiale. Il complesso epistolare si è rivelato tanto consistente da rendere praticamente impossibile la pubblicazione per regesto.
Toschi, con encomiabile onestà e buon senso, non esclude affatto che possano giun­gere, specialmente dalle regioni meridionali (Guerrazzi, nel 1864, fu eletto deputato a Cal-tanissetta), nuovi contributi* Il catalogo non ha la pretesa di dettare una parola definitiva, vuole essere un punto di partenza, nient'altro .
Attenta e diffusa, tanto nei pregi quanto nei difetti, e la ricostruzione metodologica