Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1979
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pagina
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339
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Libri e periodici
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nemici della Repubblica mi hanno dato non è senza vantaggio, perché più la vita dei difensori della libertà è incerta e precaria, più essi sono indipendenti dalla meschinità degli uomini. Attorniato dai loro assassini, io stesso ho già assunto il ruolo ch'essi hanno (con 1 loro atti) voluto. Io non tengo più ad una vita passeggera che all'amore della patria e alla sete di giustizia e, svincolato ormai da tutte le considerazioni personali, io mi sento meglio disposto ad attaccare con energia tutti gli scellerati che cospirano contro il mio paese e contro il genere umano... . Il capo del partito giacobino manifestava di fatto una decisione ed una vitalità notevoli e tutta l'Assemblea ne era conquistata; più tardi verranno i crucifigey ma intanto IV Incorruttibile salvava la sostanza della Rivoluzione.
GIANFRANCO E. DE PAOLI
G. CASTELLAN, Une cité provengale dans la Revolution-Chronique de la ville de Vence 2790; Parigi, Flammarion, 1978, in 8, pp. 309. S.p.
Per i tipi della Flammarion è uscito, nella collana Histoire vivente diretta da Denis Richet, questo volume che per molti di casa nostra sarebbe stato confinato nel limbo della cosidetta storia locale e che invece è uno studio documentato sulla reazione della città dì Vence ai primi sommovimenti della Rivoluzione francese.
Il piccolo distretto provenzale si trova presso il confine del Varo che separava il Regno di Francia dalla contea di Nizza ed è quindi lontanissimo dalla capitale. Il ritrova mento di un gran numero di documenti inediti, esistenti presso gli Archivi dipartimentali di Nizza, ha consentito all'autore di tracciare questo interessante affresco di vita provinciale.
Un gruppo di personaggi emerge dal dimenticatoio plurisecolare: dapprima il vescovo Charles de Pisani, proveniente da Oneglia, poi un feudatario P. Paul Ours Hélion marchese de Villeneuve, che avevano la supremazia su 2.500 abitanti, per il 61 dediti alla coltivazione della terra, dimoranti su un territorio povero, infine una piccola folla di professionisti. Venne il 1789 e, dopo il prologo degli Stati Generali, il deputato all'Assemblea nazionale fu tale Mugins de Roquefort, che cercò di rendersi interprete delle tendenze autonomistiche del distretto e della regione. Con l'ordinanza reale del 20 novembre 1789, Vence creò anch'essa una sua Municipalità ed il borghese Antoine Savornin divenne sindaco, assistito da otto ufficiali (o consiglieri municipali) pure borghesi.
Incominciava anche in Provenza una nuova storia ed il diario bisettimanale degli avvenimenti che il volume riporta, ci parla di tutti i piccoli e grandi fatti che la piccola comunità conobbe: i problemi dei rifornimenti, della ridistribuzione delle poche ricchezze, la proclamazione di Vence a capoluogo del distretto, la Guardia nazionale, l'abolizione dei diritti feudali, le minaccie d'invasione, le nuove imposte, la festa della Federazione a Parigi, il contrabbando, i furti.
La narrazione, sempre molto scorrevole, riporta i bilanci, la composizione sociale dei nuovi notabili e finisce, nel 1790, con la nomina di Antoine Bérenger a primo magistrato della città di Vence, che sancisce la ricostituzione di una tradizionale democrazia paesana. Ancora era viva la fedeltà alle istituzioni monarchiche ed erano ancora impensabili le giornate cruente della Repubblica: la gente sentiva un gran bisogno di fratellanza e di
concordia.
GIANFRANCO E. DE PAOLI
FABRIZIO MARINELLI, Le sette reazionarie nello Stato pontificio della Restaurazione; Napoli, Guida, 1978, in 8, pp. 64. L. 1.500.
Le sette segrete di ispirazione controrivoluzionaria rappresentano, nello Stato pontificio della Restaurazione, la più concreta espressione dell'ostilità di vasti strati della popolazione nei confronti del movimento liberale.
Lo Stato del Papa alla caduta di Napoleone fu amministrato, per circa otto anni, dal card. Consalvi, un uomo dalle idee chiare ma anche con un numero ragguardevole