Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1979>   pagina <342>
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Libri e periodici
Paola Brotto ed Emilio Venturini affrontano argomenti più specifici della stessa tematica, che servono ad ampliare ulteriormente la conoscenza dell'argomento.
Partendo dall'esame del Regolamento normale per le scuole elementari , Vanna Mazzucchelli, nel primo saggio <c L'educazione popolare Dibattiti e strutture , fornisce un quadro globale dell'istruzione primaria, soffermandosi sul dibattito e sul significato della istruzione estesa ai ceti subalterni e sui tentativi fatti dal governo austriaco per introdurre un'alfabetizzazione di massa. L'interesse è rivolto, però, soprattutto ai problemi e alle que­stioni che rimasero insolute, prima fra tutte la sperequazione tra le scuole di città e quelle di campagna. In queste ultime, infatti, la povertà dei comuni, che dovevano gestirle, il misero salario dei maestri, unito spesso alla loro ignoranza, l'abbandono stagionale delle scuole da parte dei fanciulli e la estrema povertà dei contadini, che avevano senza dubbio problemi di sopravvivenza ben più impellenti di quelli di istruzione, rendevano decisamente improba ogni iniziativa. A conclusione della sua monografia l'A. si sofferma a trattare delle scuole lancasteriane che proprio allora, per opera di alcuni uomini del Conciliatore, cominciavano a sorgere, anticipando così in parte un argomento che sarà più sviluppato da Paola Brotto nel terzo saggio del volume.
Costanza Rossi Ichino, nel suo a Francesco Soave e le prime scuole elementari tra il '700 e 1*800 , intende ricordare l'importanza del Soave nell'ambito della politica di istru­zione pubblica attuata dall'Austria alla fine del '700. Fatto quindi un rapido, ma minu­zioso esame della vita, ricordati tutti gli incarichi di rilievo che gli furono conferiti, tra cui il compito dì tenere i corsi per l'istruzione dei futuri maestri, l'incarico di controllare e assistere le scuole normali maschili e femminili, l'A. si sofferma soprattutto ad esaminare il Compendio del metodo nelle scuole normali . Il a Compendio , elaborato dal Soave come traduzione del libro sul metodo , su richiesta del governo austriaco, assolveva alla necessità di creare una normativa comune che garantisse un buon funzionamento delle scuole; esso ebbe così un'importanza notevolissima nel dare per lungo tempo una direzione comune sia riguardo ai metodi che ai programmi di insegnamento. La Rossi Ichino, ricordati i vantaggi, le innovazioni e gli svantaggi, che il metodo normale veniva a produrre, si sofferma sulle critiche che a quel tempo gli furono rivolte, le quali tuttavia non diminui­rono certamente il credito del governo austriaco nei confronti del Soave se, poco dopo, gli fu dato un altro importantissimo incarico: quello di compilare tutti i libri di testo per le scuole elementari.
Nel terzo saggio, e Le scuole di mutuo insegnamento , Paola Brotto tratta delle scuole di tipo lane aste ri a no e della loro esperienza innovatrice. Posto brevemente l'accento sugli ideatori e i realizzatori di tali scuole, tra cui il più importante fu Federico Confalonicri, l'A. si preoccupa di illustrarne tutta la organizzazione: dai metodi di insegnamento ai moni­tori, dalla divisione della scuola in classi al lavoro simultaneo di più classi, dalle funzioni del maestro agli orari, all'esame delle caratteristiche più idonee per adibire un locale a scuola, alla normativa minuziosa che regolava ogni giornata. A completare un quadro deci­samente dettagliato dell'argomento, la Brotto mette in luce la posizione del governo austriaco e quindi dell'opinione pubblica nei confronti delle scuole. L'Austria, che da una iniziale permissività passava ben presto alla più chiusa ostilità, costringendo i promotori non solo a rinunciare all'idea di aprire nuove scuole, ma addirittura a chiudere quelle già esistenti, non aveva in effetti tutti i torti, fa notare l'A., in quanto le scuole erano divenute ben presto lo strumento di coordinazione dei liberali di città diverse. L'opinione pubblica si veniva a schierare su due fronti: quello del Conciliatore, per i promotori, e quello della Biblioteca Italiana, per i conservatori, appoggiati dal clero e dal governo, ad esse ostili.
A chiusura del volume è il saggio di Emilio Venturini Aspetti dell'istruzione ele­mentare a Brescia , che, partendo dall'esame della situazione locale, vuol dare le direttive generali che alimentarono lo sviluppo del settore scolastico del Lombardo-Veneto. L'indagine di Venturini è tutta molto approfondita e minuziosa e ci fornisce un quadro globale della organizzazione scolastica. Dopo aver esaminato le diverse cariche scolastiche con le rispettive mansioni e gli stipendi dei maestri delle scuole maggiori e minori, l'A. si sofferma maggior­mente ad indagare sul problema dell'assenteismo che caratterizzò la scuola bresciana del tempo. La scarsa propaganda, la sfiducia verso la scuola pubblica, l'incapacità del Comune di rendere possibile a tutti la frequenza, erano elementi convergenti che danneggiavano